music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

bastard_mountain_farewell_bastard_mountainBASTARD MOUNTAIN – Farewell, Bastard Mountain
(Song, By Toad, 2014)

A ennesima testimonianza di come la musica folk costituisca un linguaggio popolare condiviso, tale da creare reti tra artisti ed esperienze condivise, soprattutto in contesti geografici e “scene” circoscritte, giunge il frutto del lavoro di un vero e proprio super-gruppo scozzese.

Il sestetto al debutto sotto la denominazione di Bastard Mountain è infatti composto dal chitarrista e cantautore Rob St. John, da Pete Harvey e Neil Pennycook dei Meursault, Jill O’Sullivan di Sparrow & The Workshop, Rory Sutherland dei Broken Records e Reuben Taylor degli Athletes di James Yorkston. L’estemporanea band si è ritrovata per la prima volta in studio nell’ottobre di due anni fa, su impulso dei tre cantautori Sullivan, Pennycock e St. John, ciascuno dei quali aveva scritto tre canzoni, da ripartire equamente tra le loro tre voci. Quella di “Farewell, Bastard Mountain”, in seguito rifinita in sede di arrangiamento e produzione, non è tuttavia un’equazione matematica quanto piuttosto un’organica fusione di esperienze e sensibilità plurali, per quanto tra loro affini.

Nel contesto collettivo, l’indole pop dei Mersault e le recenti esuberanze di Sparrow & The Workshop si sfumano in un’intima dimensione dalla prevalenza acustica, ma che non rinuncia a qualche impennata lievemente distorta, nonché alle atmosfere cameristico-ambientali suggellate nello strumentale “Drone Armatrading”. Il comune denominatore resta tuttavia sempre il linguaggio del folk, rispettoso delle radici della tradizione scozzese ma declinato con sensibilità attuale tanto in traslitterazioni corali (“Swam Like Sharks”, “Something On Your Mind”) e ballate avvolgenti (“Pissing On Bonfires”, “New Boy”), quanto in passaggi di soffusa, visionaria penombra, che recano riconoscibile l’impronta di Rob St. John (“Meadow Ghosts”, “Palisade”).

Sono questi gli episodi più riusciti ed emblematici dell’idea stessa sottesa a un lavoro e a un progetto che di tutta evidenza non punta a offrire una rappresentazione della scena folk scozzese, bensì ne coniuga numerosi profili della poliedrica attività nella stessa misura in cui ne raccoglie sensibilità e aree d’interesse diverse. Ben lungi dal collocarsi in un preciso filone, “Farewell, Bastard Mountain” è un articolato puzzle nato dall’incastro improvvisato di tradizione narrativa popolare, romanticismo da camera e moderate sperimentazioni di nebbioso paesaggismo acustico-ambientale, la cui risultante ha dato forma a qualcosa di ulteriore rispetto a una semplice sommatoria di elementi.

http://songbytoadrecords.com/artists/bastard-mountain/

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Questa voce è stata pubblicata il 28 maggio 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , .
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