music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

kevin_verwijmeren_its_the_colour_of_a_cloud_covered_skyKEVIN VERWIJMEREN – It’s The Colour Of A Cloud Covered Sky
(Soft Corridor, 2014)

Un viaggio in nove tappe, osservato dal finestrino di un mezzo di trasporto pubblico: questa la traccia del debutto dell’artista olandese Kevin Verwijmeren, attento osservatore del mutevole paesaggio che scorre davanti agli occhi di una persona ferma eppure in movimento, rapita dai colori dell’ambiente circostante o immersa nei propri pensieri più profondi.

Assorto e ipnotico, nella rappresentazione di congiunta di paesaggi al tempo stesso esteriori e interiore, è il contenuto di “It’s The Colour Of A Cloud Covered Sky”, ripartito in nove tracce di ambient musica finissima, incentrata su soffi, loop e modulazioni avvolgenti, che imprimono su supporto magnetico l’introspezione evocata dalle immagini che scorrono in sequenza piuttosto che l’esteriorità delle immagini stesse.

Al pari del solitario viaggiatore della parte visuale dello magnifico “Quiet City” di Pan•American, Verwijmeren attraversa panorami naturali e umani sotto una luce crepuscolare che induce al raccoglimento e alla riflessione. La consistenza eterea delle sue composizioni è bilanciata dalle esili persistenze di loop dal respiro orchestrale, che alimentano trame soffici e ariose e rivestono di luminosa speranza la temperie lieve e sognante del lavoro. “It’s The Colour Of A Cloud Covered Sky” scorre infatti seguendo un flusso unitario e coeso, come una corrente alla quale abbandonarsi totalmente per tutti i circa tre quarti d’ora della sua durata, tra rifugi dalla frenesia circostante in un quieto mondo interiore (“Abstract Point Forgotten In The Rush”), caldi riflessi aurorali in lenta trasformazione su una coltre di nubi (le due parti di “At Dawn I Looked Up”) e morbide palpitazioni di carezze vagheggiate (“Hour Of Reverie”).

Questo ed altro Verwijmeren ha condensato in un debutto che ne denota la grande classe e sensibilità nella creazione di paesaggi ambientali profondamente suggestivi. Nulla di radicalmente nuovo, ma semplicemente uno dei dischi ambient al tempo stesso più emozionali e ipnotici degli ultimi tempi.
Disponibile nella solita curata edizione limitata dell’etichetta belga Soft Corridor. Mastering a cura di Fraser McGowan.

http://www.kevin-verwijmeren.nl/

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