music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

mogwai_music_industry_3_fitness_industry_1MOGWAI – Music Industry 3. Fitness Industry 1. E.P.
(Rock Action, 2014)

L’anno che i Mogwai avevano aperto con le derive sci-fi sintetiche di “Rave Tapes” si chiude per la band scozzese con un corposo Ep, che solo in parte può considerarsi uno spin-off del loro ottavo disco. Come spesso avvenuto in passato, la più breve distanza è occasione per percorrere sentieri tangenziali rispetto a quelli battuti dai dischi veri e propri, e in questo senso “Music Industry 3. Fitness Industry 1.” non fa del tutto eccezione.

La mezz’ora dell’Ep è equamente ripartita tra tre inediti e altrettante manipolazioni di brani compresi nell’ultimo album; entrambe le categorie presentano significativi spunti di interesse. Benché i primi tre pezzi siano considerabili alla stregua di outtake da “Rave Tapes”, la manifesta virata indie-rock dell’apertura “Teenage Exorcists” (tra le non molte vere e proprie canzoni di Mogwai, con tanto di ossessivo ritornello: “It’s undone and uncertain / An apology accepted”) e le più rilassate dilatazioni di tempi di “History Day” e il graduale crescendo di tensione di “HMP Shaun William Ryder” aggiungono ideali tasselli al puzzle dell’ultimo album, dal quale si comprende la ragione per cui siano rimaste fuori, ovvero la loro sostanziale eterogeneità. Se i due strumentali si ricollegano saldamente, e in maniera piacevole, con gli abituali canoni dei Mogwai, la canzone iniziale potrebbe essere un indizio verso ulteriori transizioni espressive, magari (ancora) più facilmente assimilabili per il pubblico del rock alternativo britannico.

Ulteriori – e forse ancor più spiccati – elementi di interesse possono cogliersi dai tre remix, a cominciare dal tenore dei loro artefici. Benjamin John Power dei Fuck Buttons (Blanck Mass) pigia con decisione sull’acceleratore cosmico, trasformando le tastierine 8-bit di “Remurdered” nell’allucinata e coinvolgente ebrezza sintetica di “Re-Remurdered”, Pye Corner Audio aggiunge il suo tocco claustrofobico a “No Medicine For Regret”, mentre Nils Frahm applica a “The Lord Is Out Of Control” tanto il suo abituale profilo di minimalismo neoclassico, nell’intro pianistica, quanto quello più recentemente interessato a ritmi e groove elettronici, che del resto rispecchiano in buona misura il contenuto originale del brano.

Sospeso tra consolidato spettro espressivo, coerenza con le proposte più recenti e un ventaglio di possibilità presenti e future “Music Industry 3. Fitness Industry 1.” rinverdisce a pieno titolo la tradizione dei Mogwai di rifondere nei loro Ep contenuti, a dispetto dei ogni pregiudizio per il formato, tutt’altro che “minori”.

http://www.mogwai.co.uk/

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3 commenti su “

  1. giadep
    4 dicembre 2014

    curioso, ascolto più tardi, ciao!

  2. giadep
    4 dicembre 2014

    Ho sempre pensato la loro Dial:Revenge (di parecchi anni or sono: nell’album Rock action) un piccolo capolavoro

    • rraff
      4 dicembre 2014

      Direi non solo quella! Comunque, tutti i loro brani cantati possiedono qualcosa di speciale, forse anche solo per il fatto di essere episodi rari.

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