music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

xu_rooms_delayed_seaweedXU & ROOMS DELAYED – Seaweeds
(Triple Moon, 2014)

È un incontro nato e sviluppatosi sulla rete e, soprattutto, sulla base di una comunanza di linguaggi ed esperienze artistiche recenti quello che vede per protagonisti due realtà tra le più interessanti dell’ormai pullulante sottobosco sperimentale italiano. Nicola Fornasari (Xu) e Vincenzo Nazzaro (Rooms Delayed) conducono esplorazioni di un universo sonoro affine ma solo in parte sovrapponibile, tra ambient-drone, field recordings e rimaneggiamenti neoclassici: le sei tracce di “Seaweeds” costituiscono un’interessante sintesi i percorsi dei due artisti, sviluppandone nell’occasione gli aspetti più ariosi e descrittivi, ben rappresentati dalla stessa immagine di copertina.

“Seaweeds” non è infatti una cerebrale sommatoria di manipolazioni sonore, bensì la risultante di un dialogo a distanza, impostato su pianoforte e chitarra e volto alla creazione di un paesaggismo ambientale dotato di ampio respiro suggestivo ed emozionale. Lo si capisce subito dalle risonanze pianistiche dell’iniziale “The Shore”, che scolorano nel camerismo obliquo e nebbioso di “Marsh Maze” e nel denso notturno percorso da piccoli sibili e note dalle cadenze rade di “Photic Zone”. Risulta evidente da questa prima metà del lavoro come Fornasari e Nazzaro abbiano inteso cesellare un’ambience dotata di caldi contenuti emozionali e di una spiccata attitudine cinematica, senza con ciò ricadere in tentazioni di facile romanticismo ma con un piglio estremamente sobrio ed essenziale.

L’avvolgente sequenza di “Seaweeds” si fa più ipnotica e astratta nella seconda parte del lavoro, che si apre idealmente con l’ovattata immersione della title track (e brano più lungo con i suoi quasi dieci minuti) in un fragile universo di purezza ambientale, in seguito screziata da piccoli fremiti (“Tidal Flat”) e frequenze granulose, che interpolano austere note pianistiche di minute dissonanze (“A White Fringe”). Anche in questo graduale processo di trasformazione e ricombinazione di elementi, oltre che nella visionaria ampiezza dei loro orizzonti ambientali, risiede l’essenza della collaborazione tra due artisti la cui affinità di approccio trova nella condivisione creativa un complemento reciproco, una suggestiva dimensione popolata da immagini e sensazioni veicolate da un pregevole sincretismo elettro-acustico.

http://www.substance.it/
https://www.facebook.com/pages/Rooms-Delayed/

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