music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

orla_wren_moccasin_flowersORLA WREN – Moccasin Flowers
(silendSEED, 2015)

Non cessa di sorprendere e di mostrarsi estremamente eccentrico rispetto a quello dei tanti sperimentatori elettro-acustici il percorso personale e artistico di Orla Wren: eremita, asceta, sciamano, ricercatore e alchimista di suoni e altro ancora, Tui prosegue nella sua esplorazione sensoriale dell’ambiente naturale rifondendo in un lavoro unitario quanto da lui preparato per due performance tenutesi nel 2013 e aventi quale comune denominatore la dimensione di ampi spazi aperti.

Tali spazi sono descritti nelle quattordici cartoline sonore di “Moccasin Flowers”, realizzate con l’abituale contributo di amici musicisti, tra i quali spiccano Leigh Toro, Veronique Vaka, e Aaron Martin, e pubblicate sulla nuova etichetta dello stesso Tui, luogo ideale per amplificare ulteriormente la libertà espressiva dell’enigmatico artista inglese.

Quello delineato in “Moccasin Flowers” è un microcosmo pullulante di suoni, in un’ibridazione di naturale e sintetico, di acustico ed elettronico, che rispecchia appieno la complessità organica degli ambienti descritti. Ne sono artefici l’immancabile flauto di Tui e le sue miniature elettro-acustiche, accompagnate da una serie pressoché infinita di dettagli armonici e detriti sonori di qualsivoglia natura, che descrivono spazi in continua, impercettibile trasformazione.

Nell’ora abbondante dell’itinerario auditivo di “Moccasin Flowers” si avvicendano incastri sonori (dis)articolati e moti particellari, dalla cui unione scaturiscono variopinte tessere di un soundscaping immaginario, saltuariamente collegate a formare immagini definite, come nel caso dei quasi nove minuti di sorprendente romanticismo bucolico di “A Mountain Song For My Wordless Son”.
Come già, da ultimo, in “Soil Steps” e nella collaborazione con Leigh Toro in Bamboo Stilts, Orla Wren prosegue le sue esplorazioni di luoghi e ambientazioni, nelle quali i suoni dai lui sistematizzati proiettano senza diaframmi concettuali, con forza ed efficacia di gran lunga maggiore di qualsiasi esogena speculazione intellettuale.

http://orlawren.eu/

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Questa voce è stata pubblicata il 12 novembre 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , , , .
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