music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

goldmund_sometimesGOLDMUND – Sometimes
(Western Vinyl, 2015)

Le due principali manifestazioni della personalità artistica di Keith Kenniff tornano a marciare su binari paralleli, anche dal punto di vista temporale: nel volgere di circa due mesi dalla pubblicazione di “Yume” sotto l’alias Helios, l’artista statunitense riprende il percorso anche di Goldmund, il suo progetto da sempre dedicato al minimalismo pianistico. Lo fa con un’articolata raccolta di ben diciassette brani, che manifesta fin dal titolo il suo carattere estemporaneo, almeno nelle premesse.

Tutti quelli raccolti in “Sometimes” (ad eccezione di “A Word I Give”, brano realizzato a quattro mani con Ryuichi Sakamoto) sono infatti brevi sketch improvvisati in maniera casalinga e registrati in presa diretta nelle ore notturne. Non per questo si tratta di brani poco curati, né tanto meno riversati su disco in maniera frettolosa, grazie all’abituale rigore compositivo-esecutivo di Kenniff, che alle sparse note del suo pianoforte ha affidato il ruolo di dare voce alle pagine di un ideale diario, incarnate da una sequenza di frammenti dalla durata media inferiore ai tre minuti.

Su tale distanza, il pianoforte di Kenniff continua a risultare pienamente autosufficiente nella costruzione di un ambiente sonoro, pennellato da modulate sospensioni temporali il cui accurato dosaggio amplifica l’estensione del contesto domestico dal quale i brani provengono, elevandoli a codice universale ricco di suggestioni cinematiche. Nell’ovattata dimensione esecutiva di Kenniff, le stesse minute irregolarità di esecuzione diventano così parte di un’ambience disadorna e tuttavia pullulante di vita, che non solo incornicia armonie pianistiche minimali o distillati della “preparazione” del pianoforte (come nel caso di “The Hidden Observer”), ma vi si fonde in un ventaglio di effetti e risonanze avviluppanti (“Signals No. 1”, “Turncoat”), che proprio nel brano condiviso con Sakamoto si elevano in maniera definitiva a contenuto essenziale dell’espressione artistica di Kenniff.

Proprio in tal senso, “Sometimes” appare una delle opere più complete e palpitanti realizzate da Kenniff sotto l’alias Goldmund, che proprio dando libero sfogo all’istinto del momento è riuscito a rappresentarlo, in una galleria di istantanee di grazia sospesa e fragile forza espressiva.

https://www.facebook.com/goldmundmusic/

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Questa voce è stata pubblicata il 18 novembre 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , , .
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