music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

bill_wells_friends_nursery_rhymesBILL WELLS & FRIENDS – Nursery Rhymes
(Karaoke Kalk, 2015)

Ormai da qualche tempo, Bill Wells ha consolidato la propria figura di pianista e compositore come quella di un deus ex machina che resta dietro le quinte delle sue opere principali, invece affidate sul palcoscenico a una compagnia variabile di artisti. Da sempre incline alle collaborazioni, individuali come quella recente con Aidan Moffat o collettive come quella del progetto The National Jazz Trio Of Scotland, l’artista scozzese suggella il proprio ruolo di orchestratore di voci, elementi e sensibilità in un lavoro accreditato appunto a se stesso e a una serie di “amici”, che ne completano le finissime tessiture armoniche secondo modalità appartenenti a maestri riconosciuti quali Bacharach o Spector.

Benché le sue quindici canzoni vedano avvicendarsi nomi quali gli Yo La Tengo, Isobel Campbell, Norman Blake e tanti altri ancora, “Nursery Rhymes” si dimostra tutt’altro che una sfilata di ospiti illustri, in ragione della funambolica varietà di soluzioni sonore che rifiniscono ciascun brano, ovviamente plasmato dal carattere dei protagonisti di turno e comunque coerente con un comune denominatore tracciato dall’eleganza delicata e soffusa delle composizioni di Wells.
Nel corso del lavoro si coglie infatti pienamente la soffusa raffinatezza jazzy delle partiture pianistiche di Wells, al pari di un tono tanto lieve e sottilmente trasognato da palesare una linea di continuità con le ambientazioni invernali del primo album “natalizio” di The National Jazz Trio Of Scotland e con la fragile grazia dai tratti orientali di quelli successivi.

Tra timbriche jazzy (“Ding Dong Bell” e “Rock A Bye Baby”) e cammei di delicatezza tutta femminea (da citare tra le tante “Polly Put The Kettle On”, cantata dalla Campbell, “Twinkle Twinkle Little Star” con la voce di Satomi Matsuzaki dei Deerhoof e “Shoo Fly” che accoglie in velluti jazz la cantante country Amy Allison”), non mancano brani dalle strutture elettriche più pronunciate, merito senz’altro della chitarra di Norman Blake, che aggiunge spessore a “Lavender’s Blue”. Lo stesso può dirsi del fondamentale contributo degli Yo La Tengo che, presenti in ben sei brani, ritrovano persino un’antica dimensione sbilenca e moderatamente dissonante (“Humpty Dumpty”), oltre a chiudere il lavoro insieme allo stesso Blake con il visionario saggio pop “Ride A Cock Horse”.

L’accuratezza formale conseguita da “Nursery Rhymes” attraverso le orchestrazioni di Wells e i contributi dei suoi ospiti non depotenzia affatto l’efficacia di una galleria di canzoni frutto di una classe compositiva che non conosce tempo né confini stilistici, completata da una serie di sfumature variopinte e tra loro complementari.


http://karaokekalk.de/releases/bill-wells-friends-nursery-rhymes-karaoke-kalk-88/

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