music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

vio_mire_maine_songsVIO/MIRÉ – Maine Songs
(Self Released, 2015)

Anche nel mondo musicale attuale, tanto parcellizzato quanto potenzialmente accessibile a livello universale, resistono piccoli “culti” relativi a band o artisti del tutto estranei a circuiti informativi e distributivi (anche indipendenti) eppure oggetto di una convinta considerazione sotterranea. A tale categoria possono senz’altro ascriversi i Vio/Miré, band del Rhode Island attiva ormai da quasi dieci anni e artefice di un chamber-folk intimista, dispensato in pubblicazioni digitali e autoproduzioni, l’ultima delle quali è l’album “You Will Be Spending Time Outdoors, In The Mountains, Near Water” (2014).

Poco dopo la realizzazione di quel lavoro, la band ha trascorso un breve periodo in un cottage affacciato su un lago nel vicino Maine, traendo ispirazione dal fascino incontaminato del luogo, suonando e scrivendo alcune nuove canzoni. Cinque di esse sono state raccolte nell’Ep digitale in download a offerta libera intitolato appunto “Maine Songs”, che della band presenta il lato più soffice, dilatato e personale, a metà tra l’ambient-folk naturalista scaturito da altre esperienze di isolamento consimili (da ultimo Wickerbird) e introspezioni sad-core rifinite da misurate soluzioni cameristiche.

Sono queste ultime, circoscritte quasi esclusivamente ampie elongazioni armoniche del violoncello e solenni note di fiati a connotare fortemente le “Maine Songs”, ammantandone le melodie sottovoce del songwriter Brendan Glasson di un’aura vaporosa, lieve e riflessiva. Nascono così canzoni sommesse ma dalle dinamiche estremamente fluide come “The Largest Ships” e “Stillness”, piccole gemme che carezzeranno i cuori di chi ama i Savoy Grand, e decompressi quadretti di un’ambience cameristica alla quale le parti vocali si saldano in una coralità rarefatta (“Listening For Sounds”, “Another Way Of Looking At It”), infine solcata da morbide armonie pianistiche che sostengono la scrittura scarna ma compiuta di Glasson (“Darkness”).

Poco importa, di fronte a simile naturale bellezza, lo status di chi è stato in grado di crearla; certo è che nella dimensione di isolamento creativo i Vio/Miré hanno colto attimi di preziosa ispirazione, imprimendoli su un breve diario di canzoni che rappresentano un biglietto da visita ideale per la scoperta del loro universo espressivo ovattato e della loro non comune sensibilità musicale.

http://www.viomire.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 9 gennaio 2016 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , , , .
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