music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

the_star_pillow_aboveTHE STAR PILLOW – Above 
(Time Released Sound, 2016)

Non si può nascondere un certo soddisfatto orgoglio nel vedere che un altro artista italiano – dopo i vari Alessio Ballerini, Giulio Aldinucci e Francesco Giannico – ha richiamato l’attenzione dell’etichetta californiana Time Released Sound, specializzata in preziose edizioni limitate di sperimentazione neoclassico-ambientale. La sensazione è tanto più valida nel caso del chitarrista toscano Paolo Monti, ormai da tempo artefice – in solitaria o con la collaborazione di Federico Gerini – del progetto The Star Pillow, che nella sua ormai quasi decennale esperienza ha intersecato la sua ambience chitarristica con linguaggi acustici e persino timbriche jazzy.

Le cinque tracce di “Above” proiettano dunque nella galassia ambient-drone internazionale un’idea musicale sapientemente sviluppata in maniera poco più che casalinga, con una cura sempre rivolta a suggestioni di un evanescente paesaggismo emozionale. La dimensione intima e personale delle creazioni di Monti ricorre appieno nella stessa genesi del lavoro, registrate in presa diretta e totalmente solitaria in un locale di La Spezia, dunque secondo modalità adatte a catturare timbriche e sensazioni fuggevoli, così come le minute vibrazioni sonore esclusivamente prodotte dalla sua nuova chitarra.

Tutti i brani seguono movimenti lenti e graduali, a partire dalle prolungate modulazioni dell’iniziale “The Long Now”, che dispensano loop sinuosi in un impercettibile crescendo di calde timbriche ambientali; è il preludio all’orchestralità romantica della successiva “Celeste”, i cui dodici minuti, al pari dei tredici dell’ ascensionale “Siderale”, dischiudono orizzonti emozionali sconfinati, sospesi in uno spazio decompresso e sempre più indefinito. Il processo di progressiva dematerializzazione delle frequenze prodotte dalla chitarra di Monti, non è tuttavia alieno da tremule vibrazioni particellari (“Sleeping Dust”), che ne scandiscono dinamiche che solo in ultima istanza svaporano in persistente rarefatte (“Here”), in una dissolvenza in un certo senso corrispondente al ritorno a una realtà materiale, dopo il viaggio a mezz’aria di oltre tre quarti d’ora di “Above”.

Per quanto le stesse note di presentazione del lavoro non ne indichino una qualche matrice concettuale, il suo stesso titolo e quelli delle tracce d’apertura e di chiusura (“The Long Now” e “Here”) ne suggeriscono una collocazione travalicante coordinate spazio-temporali canoniche. Il linguaggio ambientale di The Star Pillow, che in “Above” raggiunge lucida manifestazione, non conosce infatti “qui e ora”, bensì si colloca spontaneamente “al di sopra”, su un piano di incorporee percezioni ambientali.


http://www.thestarpillow.blogspot.it/
https://it-it.facebook.com/thestarpillow

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Questa voce è stata pubblicata il 14 febbraio 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , .
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