music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

alessio_ballerini_beautiful_groundALESSIO BALLERINI  – Beautiful Ground
(Oak Editions, 2015)

Per il soundscaping ambientale di Alessio Ballerini, il paesaggio non rappresenta una mera suggestione né tanto meno una fonte accidentale di suoni artificiosamente associati alla sue sperimentazioni. Il paesaggio è piuttosto elemento da vivere, prima ancora che da raccontare, da introiettare in maniera fisica prima ancora di carpirne le vibrazioni.

Tale premessa, applicabile a gran parte dei numerosi lavori dell’artista – non a caso tra i fondatori dell’Archivio Italiano Paesaggi Sonori – è valida a maggior ragione per “Beautiful Ground”, lavoro realizzato nel corso di una residenza artistica a margine del progetto Bioculture, che ha trovato svolgimento itinerante sull’Appennino marchigiano durante la scorsa estate. Proprio il carattere itinerante del progetto rappresenta la dimensione fisica dell’esperienza di Ballerini, che ne ha seguito il percorso a piedi di duecentocinquanta chilometri in venti giorni, attraverso luoghi di interesse naturalistico, architettonico e persino eno-gastronomico (perché qualsiasi elemento contribuisce al tessuto culturale del territorio), individuandovi gli elementi adesso rifusi nelle sei cartoline sonore di “Beautiful Ground”.

Non si tratta soltanto di elementi concreti, in seguito giustapposti o filtrati in studio, bensì soprattutto di suoni prodotti da strumenti letteralmente scovati lungo il percorso, tra i quali antichi pianoforti, clavicembali e gli organi da chiesta del tempio di San Francesco di Camerino e della chiesa di Santa Maria Assunta di Cossignano.
I caratteri di percezione a tutto tondo che fungono da premessa ed elemento sostanziale del lavoro sono condensati nel conciso arco della sua mezz’ora di durata, che a sua volta delinea un itinerario auditivo ed emozionale costellato di suoni organici, pulsazioni sintetiche ed elementi tratti dal paesaggio sonoro marchigiano.

Ne è scaturita una materia sonora come non mai viva e dinamica, costituita da maestose architetture verticali sublimate in vapori avvolgenti (“The Sunflower’s Encounter”, “Drone 848 M”) e frammenti di armonie scolpite in tempo indefinito e irregolare (“Water Organs”). La seconda parte del lavoro introduce su tale substrato più marcati elementi ritmici, che paiono incarnare proprio l’aspetto fisico della peculiare residenza artistica svolta nell’occasione da Ballerini, unita alla varietà di ondulazioni del paesaggio, plasticamente riassunta dalla combinazione tra l’alternanza di battiti screziati, frequenze sature e schegge di melodia pianistica di “Top Of A Hill” e dalla contemplazione estatica, ma brulicante fremiti di vitalità naturale della conclusiva title track, suggello di un lavoro capace di trasformare la matrice concettuale del soundscaping ambientale a elemento essenziale di un’esperienza sensoriale a tutto tondo, da condividere attraverso l’ascolto.

http://www.alessioballerini.com/

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