music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

MARY LATTIMORE – Collected Pieces
(Ghostly International, 2017)

Un anno dopo lo splendido “At The Dam” e l’abituale teoria di collaborazioni, Mary Lattimore è tornata a guardarsi indietro, lungo quel percorso che proprio nell’album solista più recente ha dischiuso nuovi e più ampi orizzonti alle sue sperimentazioni sulle corde dell’arpa.

Come da titolo, “Collected Pieces” raccoglie sei brani registrati nell’ultimo quinquennio e finora rimasti nel cassetto dell’artista statunitense, della quale attestano l’affinamento delle doti esecutive e il progressivo ampliamento di linguaggi espressivi a quelli di una più articolata ambience acustica, nella quale compaiono sempre più di frequente l’elemento vocale e quello elettronico.

Nel descrivere una sorta di diario, la raccolta muove dagli intricati arabeschi di sola arpa di “Wawa By The Ocean” e di “Bold Rides” e dimostra l’arricchimento della tavolozza della Lattimore nelle eteree emissioni vocali di “We Just Found Out She Died”, prima di accedere nella seconda parte a una rinnovata dimensione di neoclassicismo acustico fatto di incastri, vibrazioni e minute risonanze. È questo l’approdo parziale della ricerca sonora della Lattimore, che senza rinunciare alla delicatezza giocosa di brevi loop armonici dimostra di saper costruire intorno al suo strumento un moderno microcosmo di incantata purezza acustico-cameristica.

http://www.marylattimore.net/

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