music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

YADAYN – Adem
(Navalorama, 2017)*

Le due mani (significato del termine arabo “yadayn”) di Gowaart Van Den Bossche tornano a danzare sulle corde della sua chitarra, in una combinazione di istinto e composizione che dà luogo al quarto lavoro dell’artista belga. Le sei tracce nelle quali è ripartito il flusso sonoro fluido e costante di “Adem” sono appunto il risultato dell’improvvisazione di composizioni appena abbozzate, registrate in presa diretta, in parte nella dimensione casalinga di Van Den Bossche, in parte negli ampi spazi di edifici industriali abbandonati.

Il contesto spaziale rappresenta infatti elemento saliente della musica di yadayn, che fin dall’inizio si è atteggiato a progetto artistico di gran lunga travalicante i confini del fingerpicking acustico. Certo, la chitarra (e l’ukulele) occupano ancora il centro dei brani di “Adem”, benché ancora una volta la loro esecuzione costituisca non un fine a sé soltanto riferito, bensì un mezzo attraverso il quale definire paesaggi di un ambiente sonoro sconfinato. In questo senso, decisivi sono stati appunto i contesti di registrazione, le cui risonanze alternamente ampie e ovattate e le cui minute impurità atmosferiche riempiono gli spazi tra le vibrazioni delle corde, ovvero ne amplificano le risonanze.

Ne risulta una galleria di timbriche che muove ovviamente dal calore di arabeschi acustici lentamente distillati (la title track e “Ruimte”), arricchendosi di occasionali torsioni droniche (il finale di “Zee”) e di una sorta di piglio cameristico in miniatura nella lunga e cangiante suite di quasi un quarto d’ora “Tijd”. In particolare in quest’ultima risulta sorprendente come la piena autosufficienza della semplice dotazione strumentale di Van Den Bossche, ancora capace di creare un immaginario sonoro dall’amplissimo respiro non solo espressivo ma culturale, che abbraccia Oriente e Occidente sul comune denominatore di minimalismo armonico. Riassumendo e mettendo a frutto molto di quanto già palesato nei lavori precedenti, “Adem” attraversa spazi fisici e luoghi dell’anima, riempiendoli di un tocco non meno intenso che lieve, che davvero designa l’essenza di un’ambience acustica vivida e rigenerante.

*disco della settimana dal 26 giugno al 2 luglio 2017

https://www.facebook.com/yadayn

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