music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

ADRIAN LANE – Playing With Ghosts
(Preserved Sound, 2017)*

Nella trilogia di lavori pubblicati tra il 2013 e il 2015, culminata nelle traslitterazioni acustiche di “Branches Never Remember”, Adrian Lane non ha mai rifuggito il confronto con il passato, in termini tanto di strumentazione impiegata quanto di itinerari tematici sottesi alle sue composizioni. Nel suo quarto album “Playing With Ghosts”, l’artista inglese muta metodo piuttosto che prospettiva, dando letteralmente voce a suoni conservatisi sotto una patina temporale spessa un secolo, veicolata da mezzi di registrazione rudimentali.

Il cuore delle sedici brevi tracce che formano il lavoro è infatti costituito da materiale ricavato da cilindri fonografici d’inizio Novecento. Non si tratta tuttavia di una mera operazione “hauntologica”, in quanto Lane non si limita manipolare quelle antiche registrazioni analogiche attraverso iterazioni o modulazioni delle frequenze di essi conservate, bensì fa rinascere queste ultime a nuova e autonoma vita, ponendole al centro di nuove composizioni originali. I due elementi risultano, alla fine, del tutto indistinguibili all’ascolto e inscindibili dal punto di vista delle strutture compositive, al pari dei crepiti e dei minuti detriti sonori, che si possono immaginare datati oltre un secolo, senza con ciò apparire altro rispetto a glitch e irregolarità creati ad arte.

Una volta appurato come Adrian Lane abbia inteso, da un lato, estrapolare quelle irregolarità da fonti originali anziché crearle ad arte e, dall’altro, ridare vita a frammenti di armonie provenienti da un passato remoto, come i fantasmi richiamati dal titolo del disco, il suo agire compositivo può apprezzarsi nelle forme nelle quali si è così dispiegato in “Playing With Ghosts”. Si tratta ancora una volta di forme minimali, per ampi tratti incentrate intorno al pianoforte, le cui filigrane armoniche appaiono adesso sospese in un pulviscolo ovattato, all’interno del quale Lane disegna concise pièce da camera, arricchite da essenziali inserti di archi, fiati e impulsi organici, che spaziano da istantanee di compunto intimismo neoclassico ad ariosi scorci dai toccanti tratti cinematici.

In entrambi i casi, il compositore inglese si dimostra abile nell’intersezione di diversi piani temporali e perpetuatore di fonti sonore risalenti, ma soprattutto nella creazione di un microcosmo neoclassico al tempo stesso romantico e spettrale, ma in ogni caso denso di suggestioni presenti.

*disco della settimana dal 14 al 20 agosto 2017

https://www.facebook.com/adrian.lane.music/

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