music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

LAKE RUTH – Birds Of America
(Feral Child, 2018)*

Dalla loro pionieristica capsula creativa, proiettata nel futurismo degli anni Sessanta, i newyorkesi Lake Ruth tornano a lanciare emissioni melodiche verso lo spazio infinito, due anni dopo il loro brillante debutto “Actual Entity”.

Il tempo è del resto un fattore del tutto relativo quando l’immaginario e la stessa estetica di una band abbracciano orizzonti di sogno e utopia, che ricorrono nei suoni e negli stessi temi delle dieci canzone che formano il nuovo “Birds Of America”, distillate da un gusto pop dichiaratamente retrò e plasmate dalle tastiere di Hewson Chen e dalle ritmiche di Matt Schulz e coronate dalla grazia irreale delle interpretazioni della Allison Brice. Sono queste ultime a caratterizzare in maniera significativa le derive (più o meno) cosmiche della band, capace nel corso del lavoro di spaziare tra delizie pop sixties e spunti di modernariato densi di sentori di psichedelia kraut.

Brani alternamente uptempo e sognanti formano la tracklist di “Birds Of America”, in un’alternanza di tempi e sensazioni che esalta la duttilità vocale della Brice, la cui conseguita maturità la eleva a pieno titolo accanto a Laetitia Sadier e alla compianta Trish Keenan quale dispensatrice di sogni in technicolour. Non solo di retro-futurismo pop vivono tuttavia le canzoni dei Lake Ruth, che si sviluppano spesso per progressivi rilanci di texture armoniche alternamente ariose e pulsanti e comunque sempre piacevolmente fuori dal tempo.

L’essenza del lavoro resta comunque quella di un pop estremamente ricercato, i cui riferimenti non ne depotenziano la freschezza delle melodie, anzi la esaltano in una combinazione tra leggerezza e densità di tematiche di testi animati dal disorientamento della società contemporanea, contesto non meno avventuroso rispetto a ipotetici viaggi cosmici. Le propulsioni di “One Of Your Own” e della title track, i languori di “Radian City”, le oscillazioni di “Julia’s Call” e i suadenti abbracci armonici di “The Cross Of Lorraine” altro non sono che alcune delle tante sfaccettature di un approccio pop raffinato, a suo modo colto e sempre più brillante… come una supernova distante appena qualche milione di anni luce.

*disco della settimana dal 19 al 25 febbraio 2018

https://www.facebook.com/lakeruthmusic/

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