music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

GALATI – Silence (As A Din)
(Databloem, 2018)

Non ci si lasci fuorviare dal primo termine del titolo: al nuovo lavoro di Roberto Galati non corrisponde l’abbandono dell’imponente materia chitarristica proposta ad esempio in “Mother” (2014) e in “Gletscher” (2015) in favore di una ben più impalpabile declinazione ambientale, liminare al silenzio.

Nel silenzio, l’artista padovano ricerca piuttosto la persistenza di una rumorosa frequenza primigenia, in grado di assorbire le abituali coordinate spazio-temporali della contemporaneità, restituendola alla propria dimensione naturale. Per Galati, tale dimensione risiede da un lato nella relazione tra uomo e ambiente, esplorata negli avventurosi itinerari che hanno ispirato i suoi dischi precedenti, e dall’altro nella sua estensione alla lunga durata. A quest’ultima è appunto improntato “Silence (As A Din)”, sinfonia in quattro movimenti che segna il coronamento di un percorso integrato dagli affascinanti aspetti visuali dell’artwork che, al pari del suono da esso racchiusi, proiettano verso un’autentica immersione in spazi sconfinati, di incontaminata, vivida purezza.

Il suono è, in tal senso, elemento persino accessorio o comunque consequenziale all’immaginario ad esso sotteso, sviluppato in due brani che superano i venti minuti di durata e altri due sotto i dieci, nei quali Galati eleva la sua pratica di maestosi drone chitarristici a collante di una materia sonora coesa e al tempo stesso mai come in “Silence (As A Din)” aperta al dialogo con strumenti acustici (violino, arpa) e con eteree tracce vocali, apportate nell’occasione dalla cantante Sara Masiero.

Mentre i due brani lunghi si sviluppano gradualmente su variazioni di frequenze turbolente, innestate i cui controllati crescendo disegnano vortici di risuonante purezza, i due più brevi suggeriscono parziali divagazioni verso cascate di feedback liquido (il secondo) e decompressioni sempre più vaporose (il quarto).
Rumore e silenzio si ricombinano dunque senza sosta nel corso del lavoro, come elementi originari dai quali Galati sviluppa una declinazione ambient-drone estremamente personale e coinvolgente, alla quale abbandonarsi tra bagliori di un profondo blu naturale come quello delle immagini allegate a “Silence (As A Din)”.

http://www.galatimusic.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 6 aprile 2018 da in recensioni 2018 con tag , , , , , , .
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