music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

SHARRON KRAUS – Joy’s Reflection Is Sorrow
(Sunstone / Nightshade, 2018)*

La dedica al padre scomparso due anni fa, l’inevitabile consapevolezza della finitezza umana e una sorta di esorcizzazione mistica, evidente fin dalla copertina, costituiscono le premesse del nuovo album di Sharron Kraus, che torna a esprimersi sulla lunga distanza a tre anni da “Friends And Enemies; Lovers And Strangers“. Gli otto brani di “Joy’s Reflection Is Sorrow” scandagliano sentimenti contrastanti, attraverso dolci ricordi e storie di abbandoni, ancora una volta radicate in un folk polveroso e visionario, ma mai come questa volta dotato di contorni definiti e di aperture a un universo sonoro estremamente composito.

L’artista inglese è nell’occasione affiancata da un’ampia band, che da un lato alimenta l’aura atemporale delle sue canzoni attraverso strumenti acustici e tradizionali (flauto, fiddle, viola da gamba), dall’altro vi applica cornici trasognate attraverso impulsi di organi e synth. Linguaggi della tradizione e mezzi della modernità continuano a combinarsi in un equilibrio magico nei brani di Sharron Kraus, coronati da interpretazioni incantate ma più piane e decise che mai; evaporate la nebbia di “Pilgrim Chants & Pastoral Trails” (2013), l’artista inglese diventa a tutti gli effetti una suadente musa folk, che con la sua voce di seta spazia tra miti rurali britannici e spiriti delle foreste appalachiane.

Vi è sempre qualcosa di profondamente spirituale nei suoi brani, che scaturisce tanto dalle sospensioni acide di alcuni ambientazioni sonore (“Figs And Flowers”, “Sorrow’s Arrow”), quanto da interpretazioni ora ancora rapite (“The Man Who Says Goodbye”, “Secrets”), ora orientate verso un folk atemporale, in ballate che difficilmente riescono a non far pensare a Meg Baird (in particolare la title track e l’intensissima “When Darkness Falls”) e trovano esito nell’intensissimo finale a cuore aperto “Death And I”.

Attraverso una proiezione personale ed espressiva verso territori folk dal marcato contenuto simbolico, Sharron Kraus ha confezionato in “Joy’s Reflection Is Sorrow” il suo lavoro probabilmente più compiuto, riconducendo a sentita sintesi emozionale quell’ambivalenza, da sempre latente nelle sue opere, tra tradizione e sperimentazione, tra reale e trascendente.

There are […] things you’ll never understand
[…] That there’s joy within the pain
That love conquers and remains
That the memories survive
And that way we keep the love alive.

*disco della settimana dal 18 al 24 giugno 2018

http://www.sharronkraus.com/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: