music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

LAKE MARY – Koda
(Eilean, 2018)

In “Koda” Chaz Prymek dischiude l’applicazione solitaria del proprio fingerpicking a una dimensione collaborativa che ne esalta la varietà di registri. A tre anni esatti da “And The Birds Sing In Chorus First”, l’artista del Missouri torna a offrire un saggio del calore e delle potenzialità immaginifiche delle sue esecuzioni, presentandone una rassegna che copre un vasto arco temporale (dal 2012 alla scorsa primavera), oltre che luoghi e interlocutori diversi.

Gli otto brani di “Koda” sono stati infatti registrati in vari Stati tra Midwest e costa occidentale statunitense, dove Prymek si era recato per esibizioni dal vivo e nei quali è entrato in contatto con altri musicisti dalla sensibilità affine. Solo due brani possono ritenersi propriamente solisti (“Meanwhile” e “Wasatch”) che, essendo tra i più recenti, testimoniano l’attuale stato dell’arte del progetto Lake Mary, sempre più inteso ad elevare il picking acustico a esile trama dai cui intrecci prendono forma spaziose immagini di placida composizione ambientale, scandite dalle vibrazioni delle corde pizzicate da Prymek. Le loro intersezioni con quelle di artisti quali in particolare Dylan Aycock, Ben Bentele e Kayla Cohen ne amplificano in particolare gli aspetti dinamici, che in particolare in “So Long Truman” giungono a dominare scambi armonici in un crescendo di intensità orientato in maniera decisa al ritualismo della tradizione americana.

Non per questo la tavolozza di Prymek si ripiega esclusivamente sui canoni classici del fingerpicking, continuando anzi a denotare pregevoli tratti descrittivi, attraverso estatiche filigrane di risonanze acustiche, che nell’apertura “Goya” si dimostrano persino funzionali a supportare la sognante vocalità di Lauren Stern. Lavoro composito per genesi e contenuti, “Koda” corrisponde dunque a un nuovo tassello dell’incessante rigenerazione di un linguaggio musicale che nell’espressione di Lake Mary continua a trascendere i propri aspetti formali, proiettandosi verso riflessivi orizzonti cinematici.

http://www.facebook.com/lakemarymusic

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Questa voce è stata pubblicata il 8 agosto 2018 da in recensioni 2018 con tag , , , , , , , , .
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