DRAMAVINILE – Silfra
(Eilean, 2018)

Emblematicamente intitolato con il nome della fessura tettonica che, a Þingvellir in Islanda, separa la placca geologica americana da quella euroasiatica, il nuovo lavoro di Vincenzo Nava sotto l’alias Dramavinile è, appunto, un album di contrasti e distanze, ma anche di spazi vuoti, tra la varietà di field recordings, frequenze concrete e particelle elettro-acustiche che ne costella le dieci tracce.

Pur mantenendo la concisione propria del recente “Fall“, Nava la espande a una sequenza di brani dalla consistenza liquida, nella quale oscillano frammenti organici che talora si addensano in texture ambientali più definite, senza per ciò espungenre aspetti in qualche misura armonici. Vi è infatti una coerenza narrativa di base nell’avvicendarsi di morbide risonanze e minuti detriti sonori che caratterizza l’intero “Silfra” come un’esplorazione di paesaggi arcani, che il lieve tocco di Nava e la fragile consistenza lo-fi connotano nel senso di un’incontaminata purezza ambientale, sorprendentemente ricca di dettagli e minute sfaccettature.

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