music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

FROM A DISTANCE – Home Miniatures #1
(A Modest Proposal, 2019)

Il romanticismo e l’endemica nostalgia dei ricordi continuano a costituire elemento essenziale della poetica di From A Distance, del resto già suggerita e sintetizzata dall’alias prescelto dal musicista italiano che, a due anni e mezzo dallo splendido debutto omonimo, torna a condividere le impressioni suscitategli da luoghi, immagini e oggetti che, per un motivo o per l’altro, lo riportano indietro nel tempo.

Tra gli oggetti vi sono ovviamente gli strumenti musicali, le cui storie, a volte curiose, sono raccontate nelle dettagliate note a margine dei nove brani di “Home Miniatures #1”, appunto minimali e ammantati dal calore domestico che incornicia di ulteriore pathos il ricordo. Un violoncello abbandonato in età giovanile, un piano wurlitzer suonato per l’ultima volta prima di essere venduto e una chitarra posseduta vent’anni prima, ciascuno con il proprio carico di memorie, ritrovano la loro voce al tempo presente, accanto alla spiccata sensibilità del musicista odierno, il cui picking al tempo stesso compassato e intenso sostiene incantevoli saggi di un songwriting in penombra, che pare tuttavia aver acquisito piena consapevolezza della propria maturità.

Benché le sensazioni che hanno presieduto alla loro creazione rimandino anche a oltre vent’anni fa, non per questo le canzoni di “Home Miniatures #1” vivono nel passato, rivestendosi anzi di emozioni che diventano facilmente universali attraverso le corde di una chitarra e arrangiamenti estremamente misurati, ma meno semplici e uniformi di quanto si potrebbe immaginare. Il ricorrente violoncello, appunto, che ammanta di malinconico romanticismo “The Old Beggar” ed “Elegy”, ma anche le percussioni che scandiscono i tempi e irrobustiscono le venature elettriche di “Like Apples On The Ground” rappresentano soltanto alcune delle apparenti deviazioni di From A Distance dalla dimensione riflessiva e solitaria che ammanta i passaggi strumentali e una ballata tenebrosa come “Light Demands You Faith”, che evoca suggestioni del misticismo bucolico di Boduf Songs.

I due incantevoli cammei vocali di Lou Richards (“Behind The Hill e “Epilog – When We Used To Run”), già presente nell’album di debutto, rinnovano una collaborazione tra affini sensibilità artistiche, aprendo alla delicatezza della condivisione il microcosmo creativo di From A Distance, cantore per indole di un romanticismo appunto amplificato da distanze fisiche e temporali, eppure dall’ispirazione mai come adesso attuale e tangibile.

https://www.facebook.com/fromadistanceproject/

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