RAOUL VIGNAL
Years In Marble
(Talitres, 2021)*

Piccole ma significative differenze presenta il terzo album di Raoul Vignal rispetto ai due predecessori, a cominciare dal tempo necessario per la sua creazione e realizzazione. Mentre tra “The Silver Veil“ e “Oak Leaf” era trascorso poco più di un anno, quasi tre anni separano quest’ultimo da “Years In Marble”; tre anni durante i quali, dopo un nuovo passaggio a Berlino, Vignal si è trasferito dal sud della Francia a Parigi, senza per questo rinunciare alla ricerca di un ambiente isolato e tranquillo nel quale potessero prendere forma le sue canzoni.

La genesi degli undici brani raccolti in “Years In Marble” è infatti nuovamente avvenuta nell’ambiente domestico dell’artista francese e a contatto con l’ambiente naturale, seppure non in assoluta solitudine. L’ingegnere del suono Matteo Fabbri e il batterista Lucien Chatin lo hanno infatti assistito lungo tutto il percorso di scrittura e arrangiamento delle nuove canzoni, che pur senza smarrire affatto la loro incantata essenzialità acustica, presentano soluzioni sonore più varie a ariose.

Si tratta di elementi decisivi per donare alla consolidata combinazione “drakeiana” tra picking e interpretazioni dolcemente introspettive non soltanto una luminosa dimensione atmosferica ma anche dinamiche vivide, che almeno in parte sollevano la fascinosa patina di polvere naturalmente propria dell’espressione di Vignal. Non mancano, in “Years In Marble” i consueti scorci di scarno intimismo acustico, né spunti di ricerca su tempi e timbriche chitarristiche che abbracciano tradizioni non soltanto europee, che regalano tuttavia riflessive parentesi in contesti in prevalenza orientati ad ambientazioni di una countryside dai colori sorprendentemente brillanti e, in generale, a una rappresentazione organica e condivisa di canzoni pur sempre frutto di un’ispirazione estremamente intima e personale.

Il periodo più dilatato trascorso dall’album precedente è dunque stato utile a Vignal per imprimere una parziale evoluzione al suo stile classico e atemporale, niente affatto smentito ma sviluppato con classe matura e rara sensibilità poetica.

*disco della settimana dal 31 maggio al 6 giugno 2021

https://raoulvignal.bandcamp.com/

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