KEELEY FORSYTH
Limbs
(Leaf, 2022)*

La tormentata, graffiante bellezza del debutto “Debris” (2020) aveva rivelato la straordinaria espressività di Keeley Forsyth in veste di cantante, oltre che in quelli di attrice di film di successo e serie televisive della sua precedente esperienza artistica.

Le componenti teatrali e drammatiche dei suoi registri sono ancora più evidenti negli otto brevi brani di “Limbs”, scarni monologhi nei quali la voce profonda dell’artista inglese torna a scandagliare recessi sotterranei dell’animo umano. Lo fa – anche plasticamente nei video che accompagnano i due singoli d’anticipazione – innestando nella sua musica una dimensione fisica, quella appunto degli arti che danno titolo al lavoro. Come la gestualità si fa veicolo comunicativo, così la voce di Keeley Forsyth occupa lo spazio appena tratteggiato da impulsi strumentali e sintetici, minimali come non mai, assumendo di volta in volta le sembianze di grido, invocazione, mormorio, muta frequenza o estesa elegia.

L’ambience riflessiva e sinistra che avvolge l’intero “Limbs”, diradandosi soltanto nella lirica apertura finale, non risulta tuttavia oppressiva, anzi con la sua sommessa alternanza di drone e armonie decostruite crea spazi sonori che offrono respiro alla spoglia potenza di una voce che da sola riempie il palcoscenico, mirabile interprete di un’inquietudine profondamente umana.

*disco della settimana dal 28 febbraio al 6 marzo 2022

http://www.keeleyforsyth.com/

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