ESPERS – The Weed Tree (Locust, 2005) A breve distanza dallo strabiliante album omonimo di debutto, la band coagulatasi intorno alla comune passione di Greg Weeks, Meg Baird e Brooke Sietensons per il folk delle origini si consolida in uno stabile sestetto, celebrando l’occasione con un nuovo ed esplicito omaggio a un folk antico e…

DEAF CENTER – Pale Ravine (Type, 2005) Duo norvegese formato da Erik Skodvin e Otto Totland, i Deaf Center giungono al debutto ufficiale sulla lunga distanza, dando così seguito al mini album “Neon City”, che già li aveva segnalati quali intriganti artefici di una misteriosa declinazione ambientale, in bilico tra suggestioni gotiche, misticismo nordico e…

THE CLIENTELE – Strange Geometry (Pointy, 2005) Come l’araba fenice, il pop britannico, ormai da decenni periodicamente considerato morto, rinasce trasformandosi e arricchendosi di voci, stili ed elementi tali da far pensare che la scrittura di canzoni semplici ma profonde, leggere ma allo stesso tempo venate di sottile malinconia, sia qualcosa di endemicamente connaturato agli…

PORT-ROYAL – Flares (Resonant, 2005) Non capita molto spesso che una produzione italiana, in ambito indipendente, raggiunga livelli qualitativi tali da attestarla accanto a quelle di affermati artisti internazionali, con pari dignità e non solo per una certa simpatia di bandiera. Capita ancora più raramente, purtroppo, che una simile evenienza trovi terreno fertile nell’ambiente indipendente…

SIGUR RÓS – Takk… (Emi, 2005) Si dice di solito che il passaggio a una major di una band con un solido retroterra indipendente presenti molteplici rischi, sia per le aspettative che in essa possono essere riposte a livello di mercato, sia per gli inevitabili timori di una banalizzazione in chiave commerciale di quanto in…

SUFJAN STEVENS- Illinois (Asthmatic Kitty, 2005) Ad appena un anno dall’ottimo “Seven Swans”, torna uno dei più distintivi tra i giovani songwriter statunitensi, con la seconda tappa del suo ideale tour degli stati americani (dopo “Michigan” del 2003), questa volta dedicata all’Illinois, con uno scontato gioco di parole e i soliti titoli chilometrici. Sufjan Stevens…

HRSTA – Stem Stem In Electro (constellation, 2005) Di questi tempi c’è gran fermento a Montreal, intorno all’etichetta “di culto” Constellation. Lo dimostrano le recenti significative uscite di Silver Mt.Zion, Hangedup e Elizabeth Anka Vajagic, cui ora si aggiunge la seconda opera per Hrsta (da pronunciarsi, a quanto pare, “hursh-tah”), moniker dietro il quale si…

THEE SILVER MT. ZION MEMORIAL ORCHESTRA & TRA-LA-LA BAND – Horses In The Sky (Constellation, 2005) C’erano una volta i Godspeed You! Black Emperor e, nonostante il lungo periodo di silenzio, pare ci siano ancora. C’era una volta un collettivo, come ce n’erano soltanto decenni addietro, capace di creare una vera e propria scuola d’arte,…

DAMIEN JURADO – On My Way To Absence (Secretly Canadian, 2005) La sempre più ampia costellazione di autori che negli ultimi anni hanno recuperato, con sensibilità, attenzione e spirito innovativo, le radici della tradizione cantautorale statunitense presenta indubbiamente una mole di produzioni vasta e dalle frequenze ristrette nel tempo. A tale linea generale non sfugge…

PIANO MAGIC _ Disaffected (Green Ufos, 2005) Glen Johnson sta senza dubbio attraversando un periodo molto prolifico con i suoi Piano Magic, avendo pubblicato, con questo “Disaffected”, due album e due corposi Ep nel giro di appena quindici mesi. Tale frenetica attività, corredata dall’abituale vorticosa ricerca di collaborazioni nuove e spesso insolite lo ha condotto…

BODUF SONGS – Boduf Songs (Kranky, 2005) No, non è l’ennesimo affiliato al fortunato filone dei cantautori tristi e depressivi, né tanto meno il risultato di un’estetica musicale studiata o costruita a tavolino. È soltanto una delle migliori tra le recenti produzioni di minimalismo acustico, dai toni sommessi, oscuri e avvolgenti, originati da non altro…

THE DECEMBERISTS – Picaresque (Kill Rock Stars, 2005) “Picaresque” è il terzo sforzo sulla lunga distanza dell’eccentrica orchestrina capitanata da Colin Meloy, già distintasi nei precedenti lavori per il suo peculiare e disincantato approccio, sempre in bilico tra le fumose atmosfere folk di qualche vecchia locanda sperduta tra le brughiere e una scrittura cantautorale più…

MATT ELLIOTT – Drinking Song (Acuarela/ici D’ailleurs, 2005) Dopo l’inaspettato, spiazzante e vastamente acclamato “The Mess We Made”, Matt Elliott continua con queste “Drinking Songs” il suo percorso solista verso atmosfere sonore che, da uno sghembo cantautorato post-rock, si fanno sempre più rarefatte, oscure e intimiste, fino a smarrire, almeno in superficie, l’impronta originaria espressa…

EARLY DAY MINERS – All Harm Ends Here (Secretly Canadian, 2005) Con “All Harm Ends Here”, il gruppo guidato da Daniel Burton, parallelo agli Ativin, giunto alla quarta prova sulla lunga distanza, fornisce un’ulteriore conferma di un suono che si rinnova lentamente, pur presentando ormai propri tratti distintivi in quello sconfinato e disorientante ambito compreso…

MY EDUCATION – Italian (Thirty Ghosts, 2005) “Una parte di cacofonia space-rock, una di destrutturazione sonica punk-rock, e una di cattivi viaggi ambientali”: sono questi gli ingredienti dell’ibrido cocktail sonoro chiamato My Education, così come enunciati dalla band nella pagina d’ingresso del suo sito. La miscela sembra complessa e anche piuttosto intrigante, ma alla prova…

MAGNOLIA ELECTRIC CO. – Trails & Errors (Secretly Canadian, 2005) Se si eccettua l’intimista e minimale episodio interamente solista dello scorso anno, “Pyramid Electric Co.” (l’unico prodotto nella sua carriera con il proprio nome e cognome), avevamo lasciato l’anima inquieta di Jason Molina ancora sotto il moniker Songs: Ohia, ai tempi dell’album “Magnolia Electric Co.”…