storie d’artista: ÓLAFUR ARNALDS

L’evoluzione della specie Islandese, classe 1986, Ólafur Arnalds ha da poco pubblicato il proprio quinto album “Some Kind Of Peace“, ulteriore tappa di un ampio percorso creativo che abbraccia classicità e sperimentazione, in una chiave accessibile, che non ha mai deviato da contenuti emozionali, (non) sorprendentemente “pop”. La lunga scia tracciata dal successo planetario dei…

storie d’artista: EPIC45

EPIC45: Tutte le stagioni della nostalgia Nel 1999 gli Hood pubblicavano il loro quarto album, secondo della fase “rurale” della band dei fratelli Adams, intitolato “The Cycle Of Days And Seasons”. Le sensazioni contemplative e l’obliqua inquietudine che caratterizzavano quel lavoro e, soprattutto, l’idea stessa di una musica che, distante dai riflettori e dal caos metropolitano,…

storie d’artista: TINDERSTICKS

Un’eleganza tenebrosa, fuori da ogni moda All’inizio degli anni Novanta, mentre le radio alternative erano dominate dalle sporche chitarre del grunge e dalle tentazioni tra il machismo e l’estetizzante del brit-pop, poteva sembrare del tutto fuori contesto una band che iniziava il proprio percorso all’insegna di uno spleen romantico sostenuto da un elegante approccio cameristico….

storie d’artista: GRAVENHURST

Nick Talbot, un addio scritto nella sabbia “And as I lie among the stones, carvings and bones the still waters run deep buried in the sand” (da “Still Water”, in “Black Holes In The Sand”, 2004) La scomparsa prematura di un artista desta sempre un’impressione particolare, che travalica la partecipazione all’evento, anche solo per il…

storie d’artista: MARISSA NADLER

MARISSA NADLER: incantesimi nella polvere Quando Marissa Nadler si affacciò alla produzione discografica con “Ballads Of Living And Dying” nel 2004, la sua figura poteva essere facilmente accomunata a una delle tante voci che in quel periodo stavano delineando la rinascita del cantautorato folk al femminile. Benché l’originario profilo artistico e gli stessi punti di…

storie d’artista: IRON & WINE

Quando la barba non fa… il “monaco folk” Con la sua folta barba e lo sguardo di chi è proiettato sempre oltre le semplici percezioni oculari, Samuel Beam potrebbe superficialmente sembrare un epigono del “patriarca” Will Oldham o comunque un artista con poco da offrire oltre al distillato della propria sensibilità per voce e chitarra….

storie d’artista: LOW

Heavenly Creatures Il 2013 è considerato da Mimi Parker e Alan Sparhawk, i coniugi che formano il nucleo fondante dei Low, come il ventesimo anniversario della loro carriera artistica. Formatisi a Duluth, nel Minnesota, nel 1993 e giunti alla loro prima prova discografica con un omonimo Ep nel 1994 (presto doppiato, nello stesso anno, dallo…

storie d’artista: JAMES YORKSTON

Le raffinate ballate di un “giovane marinaio” folk In principio era il Fence Collective, un ampio cenacolo artistico nato sulla costa orientale scozzese, che nella seconda metà degli anni Novanta raggruppava musicisti della zona, che distribuivano le proprie creazioni su cd-r. Da lì, alcuni componenti del collettivo cominciano pian piano a emergere dai villaggi marinari…

storie d’artista: PIANO MAGIC

La musica può salvare…soltanto dal silenzio Non è facile, in questi anni, trovare una figura più particolare ed emblematica di Glen Johnson, che con i suoi Piano Magic ha ormai attraversato tre lustri di profonde trasformazioni stilistiche, di linguaggi e strumenti comunicativi, incurante delle mode ma desideroso soltanto di esprimere, nella massima libertà, i moti…

storie d’artista: GRAVENHURST

Fioche luci nella stagione della nebbia Ultimo figlio dell’inquieta Bristol degli anni ’90, Nick Talbot ha visto la musica dei suoi Gravenhurst assurgere a una diffusione (relativamente) più ampia grazie al quarto album “The Western Lands” (2007) e alla contestuale transizione a corpose sonorità elettriche, dense di sensazioni vagamente psichedeliche e shoegaze. Eppure, le radici…

storie d’artista: THE DECEMBERISTS

Un musical di esclusi e perdenti, sotto le luci del palcoscenico La parabola dei Decemberists, insieme forse solo a quella dei loro ideali “cugini” Okkervil River, può prendersi a paradigma dell’evoluzione sostanziale e della percezione da parte di pubblico e critica di quella riscoperta del linguaggio folk che ormai funge da protagonista di ampie parti…