LIBRARY TAPES – Escapism (Auetic / 1631 Recordings, 2016) Da progetto incentrato sull’intersezione tra pianoforte ed elettronica minimale, Library Tapes si è trasformato in veicolo di ricerca applicata a un’austera ambience orchestrale, mentre la frequenza delle sue produzioni è andata via via diradandosi. “Escapism” è il primo album originale di David Wenngren sotto la denominazione a…

WILD NOTHING – Life Of Pause (Captured Tracks / Bella Union, 2016) Al terzo disco, dopo lo splendido debutto all’insegna di una casalinga passione wave “Gemini” (2010) e le più recenti derive verso il synth-pop di “Nocturne” (2012), Jack Tatum non vuole correre il rischio di restate ingabbiato in un revivalismo dal fiato inevitabilmente corto. Per…

LORENZO MASOTTO – Rule And Case (Preserved Sound, 2016) A meno di un anno dall’ottimo “Seta“, è l’etichetta polacca Preserved Sound a proporre il nuovo lavoro di Lorenzo Masotto, tra i più interessanti nuovi interpreti “modern classical” italiani. Se anche “Rule And Case” muove in prevalenza dal pianoforte e da un arioso approccio cameristico, nelle sue…

ÆMAETH – The Roman (Gizeh, 2016) Pur tecnicamente trattandosi di una colonna sonora, “The Roman” è piuttosto una raccolta di composizioni ispirate all’omonima pellicola muta e solo in seguito destinate a essere associate con le immagini. Ne è autore Owen Pegg (A-Sun Amissa), che per la prima volta sotto l’alias Æmaeth propone una sequenza di dieci…

SAROOS – Tardis (Alien Transistor, 2016) La navicella spaziale di Max Punktezahl, Florian Zimmer e Christoph Brandner (gli ultimi due già nei Lali Puna) celebra il decennio di attività con il suo quarto lavoro, che la sospinge verso orizzonti pullulanti di particelle sonore in movimento. La metafora rispecchia i dieci strumentali di “Tardis”, che su…

GET WELL SOON – Love (Caroline, 2016) La stoffa del songwriter e la passione per le colonne sonore, evidente nel precedente “The Scarlet Beast O’Seven Heads” (2012), si fondono nella nuova fatica di Konstantin Gropper. Al quarto lavoro sotto la denominazione Get Well Soon, l’artista tedesco si cimenta con l’amore, tema pop per eccellenza e proprio…

STRANDED HORSE – Luxe (Talitres, 2016) Nei cinque anni esatti trascorsi dallo splendido “Humbling Tides“, che elevò il suono caldo della kora a principale veicolo di un sincretismo tra culture africane ed euro-mediterranee, Yann Tambour ha sviluppato la propria confidenza con il difficile strumento a ventuno corde. Reduce da due periodi di residenza a Dakar, l’artista…

DIIV – Is The Is Are (Captured Tracks, 2016)* Quando quattro anni fa Zachary Cole Smith faceva debuttare la sua sigla DIIV (“Oshin“, 2012), era solo uno dei tanti artisti che popolavano l’esteso panorama del revival wave coagulatosi oltreoceano in particolare intorno all’etichetta Captured Tracks. Quello che all’epoca veniva spesso etichettato come il “chitarrista dal vivo…

UTRO – Solnze E.P. (Talitres, 2015) Nel ciclico ritorno di forme e stili, si direbbe che i foschi tempi presenti abbiano trovato in Russia un avamposto della reviviscenza wave più oscura degli anni ’80. In scia ai Motorama, ecco sbarcare in occidente gli Utro di Vladislav Parshin, attivi dal 2010 con la loro formula che miscela…

JOSEPHINE FOSTER – No More Lamps In The Morning (Fire, 2016) Se tra le tanti voci femminili del folk contemporaneo se ne dovesse menzionare una sola le cui interpretazioni sarebbero potute tranquillamente dispiegarsi in diverse risalenti collocazioni temporali, questa sarebbe senz’altro Josephine Foster. Lo conferma appieno “No More Lamps In The Morning”, lavoro che contiene cinque…

NAP EYES – Thought Rock Fish Scale (Paradise Of Bachelors, 2016)* I luoghi e i contesti di realizzazione non impregnano di sé soltanto lavori di sperimentali ma anche dischi costituiti da canzoni. Prova ne è “Thought Rock Fish Scale”, seconda prova del quartetto canadese Nap Eyes che, dopo la recente ristampa ufficiale dell’autoprodotto debutto “Whine Of…

1115 – The Drowned World E.P. (Alien Transistor, 2016) Ambience sintetica, pulsazioni idm e acide derive cosmiche, in salsa di modernariato teutonico, caratterizzano il breve debutto del duo tedesco formato da Grey e Fehler Kuti sotto la criptica sigla 1115. Le quattro tracce di “The Drowned World”, ispirate ai visionari mondi possibil di J.G. Ballard, sono…

PROMISE AND THE MONSTER – Feed The Fire (Bella Union, 2016) Oscurità e luce, dolcezza e forza, cristallina essenzialità acustica e tormentate torsioni sintetiche: l’universo espressivo di Billie Lindahl vive di contrasti, ricondotti a unità dall’incanto della sua voce evocativa, che torna a manifestarsi per la terza volta in quasi dieci anni di attività sotto l’alias…

DAUGHTER – Not To Disappear (4AD, 2016) Il solo debutto “If You Leave” (2013) era stato sufficiente a proiettare il terzetto londinese guidato dalla voce suadente di Elena Tonra dall’autoproduzione casalinga a una collocazione di tutto rispetto nella galassia dream-pop. Attesi alla conferma, i Daughter hanno mantenuto sostanzialmente inalterato l’impianto delle loro canzoni, incentrate sull’austero fascino…

MADELEINE COCOLAS – Cascadia (Futuresequence, 2016) Reduce da una lunga esperienza quale autrice di musica per installazioni e performance di danza, oltre che dal progetto “Fifty Two Weeks”, che per un anno intero l’ha vista pubblicare in rete un brano a settimana, Madeleine Cocolas raccoglie per la prima volta le proprie creazioni in un album vero…

FEDERICO ALBANESE – The Blue Hour (Neue Meister, 2016) Se il debutto “The Houseboat And The Moon” (2014) era stato per Federico Albanese l’approdo della ritrovata passione per il pianoforte, il seguito “The Blue Hour” ne rappresenta la consacrazione a compositore neoclassico dalla spiccata sensibilità cinematica. Il suono fluido e vibrante del pianoforte domina anche le…

DYLAN LEBLANC – Cautionary Tale (Single Lock, 2016) Due dischi su major e iperboli critiche (prima Drake, poi “il nuovo Neil Young”) non potevano non rappresentare un fardello per un artista giovane, per quanto già maturo, come Dylan LeBlanc. Così, per il suo terzo lavoro il songwriter della Louisiana ha adottato un approccio di più basso…

VILLAGERS – Where Have You Been All My Life? (Domino, 2016) Per uno come Conor O’Brien, guardarsi indietro attraverso la reinterpretazione delle proprie canzoni non è affatto una pratica ombelicale come potrebbe sembrare. In cinque anni, i suoi Villagers sono passati dal delicato folk acustico dell’esordio “Becoming A Jackal” (2010) alle tentazioni sintetico-orchestrali di “{Awayland}” (2013)…

PETE ASTOR – Spilt Milk (Fortuna Pop!, 2016) Benché ormai impegnato piuttosto sul fronte della ricerca elettro-acustica con Ellis Island Sound, Pete Astor, navigato eroe pop a cavallo tra anni ’80 e ’90 (The Loft, The Weather Prophets), non manca di tornare di tanto in tanto all’antica passione per le canzoni. Con “Spilt Milk” lo fa,…