music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

SIMON SCOTT – Below Sea Level
(12k, 2012)

Per realizzare il terzo capitolo delle sue esplorazioni sonore, Simon Scott si è recato nella regione del Fenland, territorio situato nel nord-est dell’Inghilterra e particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico in quanto in buona parte collocato, appunto, al di sotto del livello del mare. La peculiarità del contesto ambientale, nell’ispirazione di Scott, si sovrappone ai ricordi personali, visto che la ricerca del materiale di base per il suo lavoro è coincisa con il suo ritorno in luoghi nei quali era solito trascorrere una parte delle sue vacanze da bambino.

“Below Sea Level” è dunque al contempo un itinerario alla scoperta dei suoni di un ecosistema umido e un percorso a ritroso nella memoria emozionale dell’artista. Così, nei sette brani che compongono il disco (tutti contrassegnati da un numero progressivo a seguire “_Sealevel”) il l’opera di processamento analogico-digitale viene applicata da Scott su field recordings a tratti chiaramente distinguibili; tale contenuto “reale” si aggiunge a modulazioni già per sé intrise di nostalgia e indirizzate alla creazione di un flusso sonoro denso e dinamico.
Canti di uccelli, ondeggiare di fronde, crepitii d’insetti e tutta una serie di rumori acquatici costituiscono il tappeto vitale sul quale scorrono riverberi e drone in prevalenza minimali e impalpabili, che solo in episodi come la seconda e la quinta traccia rivelano le proprie fonti, che siano magmatiche torsioni chitarristiche o contemplativi arpeggi acustici.

Da questo continuo gioco di manipolazione e regolazione di livelli, che incide specularmente sulle parti suonate e sui field recordings, prende forma una luminosa sinfonia ambientale, che cattura innumerevoli istantanee di luoghi, suoni e ricordi, unendo le suggestioni paesaggistiche a quelle più personali dell’artista. Ed è proprio questa coniugazione tra nostalgia rurale e contenuto umano a riempire di pathos “Below Sea Level”, elevandone il fascino e l’impronta emotiva ben al di sopra della media delle tante produzioni elettro-acustiche e ambientali.


http://simonscott.org/

About these ads

2 commenti su “

  1. Pingback: rearwiew mirror: 2012 | music won't save you

  2. Pingback: rearview mirror: 2012 | music won't save you

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 21 giugno 2012 da in recensioni 2012 con tag , , , , , , , .
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 408 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: