music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

FRANCIS M. GRI – Ghost Dreamers Town
(KrysaliSound, 2012)

Prosegue senza sosta la trasformazione espressiva di Francis M. Gri. Fino a qualche tempo fa le diverse denominazioni attraverso le quali offre libero sfogo ai multiformi moti del suo animo trovavano rispondenza più precisa nella varietà del loro contenuto artistico; Apart improntato all’ambient elettro-acustica, Revglow a un pop sintetico dalle venature gotiche e i sette brani pubblicati a suo nome nel mini album “Home” dedicati a un intimismo acustico casalingo.

Ma i vari progetti di Gri non rappresentano altrettanti compartimenti stagni ma, inevitabilmente, dialogano tra di loro in un processo osmotico, che il nuovo “Ghost Dreamers Town” riassume in maniera mirabile. Le nove composizioni in esso racchiuse non ricalcano, infatti, soltanto le trame umbratili di chitarra e pianoforte delineate nell’opera precedente, bensì le integrano con liquidi paesaggi ambientali e sognanti evocazioni atmosferiche.
Gli oltre nove minuti dell’iniziale “Urban Passengers” rendono già compiutamente l’idea della rinnovata veste sonora di Gri, che materializza le rarefazioni di “Winter Fragments” in spettrali scenari metropolitani, tempestati da screziature ritmiche e tiepide folate di synth. Sul fondale di tastiere si innestano così pulsazioni a tratti piuttosto pervasive (“Elements”), riverberi e saturazioni in moto continuo (“Connections”) e residui riflessi darkeggianti (“Run”), che dispensano fragranze arcane di un’introspezione tuttavia percorsa da fremiti e battiti vitali.

Nell’economia del lavoro, non mancano sinuose declinazioni ambientali, tracciate con una delicatezza tale da trasformarle in bozzetti di serenità bucolica (“Quiet Place”) o avviluppanti texture per tremule stille pianistiche (“Blue Desert”). È soprattutto in questi passaggi che affiora la sensibilità di Francis Gri, forse parzialmente compressa nelle composizioni più prolungate (che portano a un’ora la durata complessiva di “Ghost Dreamers Town”), ancora una volta capace di profondi slanci emozionali, sospesi tra romanticismo, sogni virati in seppia e una naturale vocazione cinematica.

Simmetrica alla cura riposta nel cesellare i suoni, merita una citazione quella dedicata all’aspetto fisico del disco – realizzato dall’etichetta personale di Gri, KrysaliSound – presentato in un essenziale cartonato confezionato a mano, corredato dalla diapositiva che vi funge da copertina e da un estratto letterario che ne esplica l’ispirazione del titolo.

http://krysalisound.wordpress.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 2 dicembre 2012 da in recensioni 2012 con tag , , , , , , , .
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