music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

feral_and_stray_between_you_and_the_seaFERAL & STRAY – Between You And The Sea
(Self Released, 2013)

Quello della canadese Erin Lang non è un nome del tutto nuovo per gli appassionati del cantautorato femminile più suadente, avendo già all’attivo un album e un paio di Ep sotto la denominazione Erin Lang & The Foundlings. Nuovo e frutto di significativa evoluzione è invece il suo progetto Feral & Stray, che segna una ripartenza personale e artistica, resa emblematica anche dalla mutata ragione sociale.

Diversa è tanto la premessa quanto la formazione della nuova band, comprendente membri di Timber Timbre ed Elfin Saddle e originata nel corso di un tour europeo nel corso del quale la Lang era tra l’altro tornata a imbracciare il basso, lasciando inoltre la sua voce dolce e sottile farsi circondare da un austero impianto di ritmiche e riverberi elettrici.
Assistita dalla prestigiosa produzione di Mark Lawson (Arcade Fire, Beirut) Erin Lang si ripresenta adesso alla guida di una piccola orchestra, incaricata di rifinire con alternanza di carezze dream-pop e romanticismo da camera, un lavoro in verità già autoprodotto lo scorso anno sotto una forma diversa e più scarna.

Nelle nuove vesti, avvolte da echi sognanti e misurati arrangiamenti di fiati e violino, la voce dell’artista canadese accentua le sue sfumature fiabesche, in una serie di personalissime ballate che del suo ritorno a casa dopo un soggiorno europeo colgono con sensibilità gli aspetti maggiormente in bilico tra familiarità e nostalgia. Come sospese a mezz’aria, le quattordici tracce di “Between You And The Sea” recano fedelmente con sé sensazioni mutevoli e contrastanti, regalando dolcezze a base acustica avviluppate in tepori vaporosi (“Carried Away”, Quiet Soul”, “Safe And Sound”), vellutate cadenze dream-pop (“Falling”, “Dr Lowrey”) e rarefazioni soffuse che contornano ora melodie definite ora semplici accenni pianistici o persino moderate derive ambientali.

Tratto comune del lavoro resta tuttavia proprio la delicatezza impressionistica delle interpretazioni della Lang, che nel rinnovato contesto trova il supporto ideale per far rifulgere le proprie canzoni e un’elegante dolcezza interpretativa che la colloca alla stregua delle più affascinanti interpreti a metà strada tra dream-pop e chamber-folk. Una trasformazione decisamente proficua, che anche grazie al recente tour europeo accanto ad Agnes Obel, potrà dischiudere all’artista canadese ampie e interessanti prospettive.


http://feralandstray.com/

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