music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

stephen_vitiello_taylor_deupreee_captivaSTEPHEN VITIELLO + TAYLOR DEUPREE – Captiva
(12k, 2014)

Artisti prolifici ed entrambi adusi alla pratica della collaborazione, Stephen Vitiello e Taylor Deupree hanno unito le rispettive ricerche sull’essenza più pura e particellare del suono, secondo una duplice modalità realizzativa. Quella che dà il titolo a “Captiva” è infatti un’isola situata sud-ovest della Florida, sulla quale i due hanno realizzato la prima metà del lavoro, consistente in una traccia di diciotto minuti, che ne occupa l’intero primo lato del vinile in edizione limitata.
“From The Fish House” è infatti una plastica iconografia sonora dell’alloggio dei due artisti sull’isola, incorniciata dagli iniziali field recordings ornitologici e minuziosamente sviluppati per tutto il corso del brano, gradualmente sviluppato come a cogliere i moti della marea e gli stessi elementi della luce e dell’aria salmastra.

La breve presentazione che accompagna il lavoro narra di come le uniche frequenze non catturate da Vitiello e Deupree siano state quelle focene che popolavano l’ecosistema circostante, mentre per il resto le loro sinuose modulazioni di synth, samples e chitarre rispecchiano in maniera fedele l’ambiente nel quale sono state realizzate, conservando una sensazione di immediatezza connessa al tocco sensibile dei due artisti.
Che, tra le innumerevoli produzioni di naturalismo ambientale, Vitiello e Deupree posseggano un tocco magico in più che nell’occasione hanno inteso condividere è poi confermato dal secondo lato del lavoro, invece realizzato in studio, ma anche in questo caso attraverso un’accurata progettazione dello spazio sonoro e delle modalità di esecuzione.

Conservando anche nella dimensione indoor l’idea di ampiezza dell’esterno, i due si sono ritrovati in un ampio spazio vuoto risuonante, nel quale nel profondo della notte hanno catturato le frequenze di un pianoforte “preparato” nelle maniere più varie e creative, persino impiegando tra i suoi meccanismi forchette e conchiglie, in un rinnovamento del legame con il mare. Le note del pianoforte echeggia più statiche in “From The Main Studio”, avviluppate da una coltre di effetti chitarristici e soffi sintetici, mentre in “Last Piano (For RR)” appaiono dispensate con un piglio minimale, animato quasi da un romanticismo che dalla rappresentazione ambientale muove verso la perpetuazione del ricordo.

È questione di dettagli la peculiarità dell’impronta di Vitiello e Deupree, che in “Captiva” sono riusciti a sintetizzare in poco più di mezz’ora due facce diverse e complementari della loro arte sonora, volta prima alla descrizione in presa diretta della natura e poi alla sua emulazione in uno spazio e attraverso mezzi frutto dell’ingegno dell’uomo, in una sfida animata al tempo stesso da ambizione artistica e profonda deferenza.

http://www.stephenvitiello.com/
http://www.taylordeupree.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 24 giugno 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , , .
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