music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

jacaszek_kwartludium_catalogue_des_arbresJACASZEK & KWARTLUDIUM – Catalogue des Arbres
(Touch, 2014)

Si fa sempre più ampia ed articolata la ricerca di Michal Jacaszek di suoni puri e incontaminati, al più filtrati dal solo contesto d’ambiente nel quale risuonano. Se il contesto ispiratore del precedente “Pieśni” erano gli interni di chiese e cattedrali, in “Catalogue des Arbres” l’obiettivo del compositore polacco è ancora più ambizioso: non semplicemente catturare suoni naturali sotto forma di field recordings ma riprodurre, attraverso una strumentazione in ampia misura reale, le stesse melodie che aleggiano in un ampio contesto paesaggistico, nel quale il fruscio delle foglie di un bosco si protende fino a lambire la risacca delle onde del mare.

Per mettere in pratica tale operazione, Jacaszek è stato supportato dal quartetto da camera Kwartludium, formato da accademici connazionali che da oltre un decennio si occupano proprio dell’esecuzione di opere di giovani artisti impegnati in elaborazioni neoclassiche non convenzionali. L’ensemble così composto (violino, fiati, percussioni e pianoforte) delinea fragili linee armoniche, dominate dal pianoforte e percorse da un fragile universo di screziature, correnti di energia statica e irregolarità increspate che per brevi tratti sfociano persino in contenuti apici di rumore.

Eppure, i contorni degli otto brani di “Catalogue des Arbres” si mantengono tenui e sfumati, muovendo da frequenze tanto basse da rasentare, nell’iniziale “Sigh (Les Peupliers)”, un silenzio che poi continua ad aleggiare tra le sparse note pianistiche di “Green Hour” e assume contorni spettrali in “A Book Of Lake (Roseliere)”. Mentre progressive increspature distorte costituiscono il contrappunto dei segnali naturali nei finali di più di un brano, in “Garden (Les Sureaux)” e “From A Seashell” sono i fiati a incorniciare cartoline percorse da brezze salmastre che nel finale tornano a soffiare enigmatiche tra le ombre di una foresta, effigiata dall’inno silente “Anthem (La Foret)”.

Lavoro tanto ambizioso quanto difficile, “Catalogue des Arbres” sposta il romanticismo gotico di Jacaszek e le sue manipolazioni sonore verso un camerismo austero e dotato di una forte matrice concettuale, che nell’occasione è comunque riuscito a trovare un equilibrio tra le placide visioni e le imponenti forze di una natura osservata e interpretata con rispettosa sensibilità.

http://www.jacaszek.com/
http://www.kwartludium.com/

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