music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

jesse_maranger_so_i_love_you_as_you_areJESSE MARANGER – So I Love You As You Are
(Self Released, 2014)*

Deve esserci qualcosa di particolare nell’aria e nei contesti sociali canadesi, tale da connotare spesso le produzioni cantautorali provenienti da quel Paese di atmosfere intrise di placido calore umano. Saranno i lunghi inverni e la frequente dimensione di isolamento, fatto sta che le canzoni di Jesse Maranger, songwriter dell’Ontario al primo lavoro sulla lunga distanza dopo un paio di Ep, lasciano trasparire da subito contorni più sfumati rispetto a quelli dei tanti colleghi statunitensi, assimilabili nell’indole – più ancora che nel suono – a quelli da ultimo riscontrati nei lavori dei vari Fred Woods, Matt Hutchings e Will Driving West.

Coerenti con il desolato bianco e nero della copertina, le canzoni di “So I Love You As You Are”, mettono in mostra le qualità di un artista sensibile, che con toni invariabilmente dimessi ma ariosi, narrano semplici storie personali, nelle quali Maranger specchia emozioni e momenti di tormentata maturazione umana, ricorrendo talora a metafore naturali ma più spesso mettendo a nudo in maniera esplicita i propri sentimenti.

Le sentite confessioni di Maranger e il suo soffice timbro vocale scorrono lungo le nove canzoni del disco, incorniciate non soltanto dall’essenzialità folk di note acustiche dalle cadenze lente e sospese (“Elephants” e la title track), ma anche da una serie di variazioni comunque coerenti con il mood umbratile del lavoro. Oltre alla viola e al violoncello che rifiniscono con discrezione gran parte dei brani, amplificandone i caratteri di intenso lirismo, sorprende quasi l’impiego di un’elettronica casalinga a dettare i tempi sonnolenti dell’iniziale “Waves”, al pari della densa stratificazione di echi e riverberi elettrici di “Tall As Towers”.

Accanto alla componente più strettamente cantautorale del lavoro, ne convive una atmosferica, quella appunto che attraverso misurati arrangiamenti romantici e astratte rarefazioni conferisce a molti brani le sensazioni di aria pungente e di confortevole calore che evocano la provenienza canadese di Maranger in maniera riconoscibile in brani quali “Like A Song”, “Like A Shout” e nell’intensa cavalcata di otto minuti “Ballad Of A Broken Man”, ideale sintesi del fragile coinvolgimento sottostante alla scrittura di un nuovo, ispirato interprete dell’understatement cantautorale.

*disco della settimana dal 4 al 10 agosto 2014

http://www.facebook.com/jessemarangermusic

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