music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

bell_gardens_slow_dawns_for_lost_conclusionsBELL GARDENS – Slow Dawns For Lost Conclusions
(Rocket Girl, 2014)*

Quasi in contemporanea con il secondo splendido lavoro di A Winged Victory For The Sullen, più recente progetto del suo storico sodale Adam Wiltzie, ecco anche l’altra metà degli Stars Of The Lid, Brian McBride, dare continuità a quella che nel 2010 cominciò come attività estemporanea insieme a Kenneth Gibson dei Furry Things. Da allora i due hanno pubblicato a nome Bell Gardens un Ep e l’album “Full Sundown Assembly” (2012), ma solo per “Slow Dawns For Lost Conclusions” hanno lavorato in maniera organica in studio, assistiti da una serie di musicisti insieme ai quali avevano in precedenza condiviso dimensione live, tra i quali Dain Luscombe ai synth, che ormai è da considerare parte integrante della band.

Già da tali premesse si può cogliere la trasformazione dell’esperienza di Bell Gardens in qualcosa di stabile e condiviso, sensazione prontamente confermata dalle nove tracce di “Slow Dawns For Lost Conclusions”, che si muovono con eleganza attraverso i sognanti territori di una psichedelia da camera, rifinita da eterei ricami melodici e dai tocchi gentili di arrangiamenti d’archi curati da Lauren Chipman (The Rentals) e dalla tromba di Stewart Cole (The Magnetic Zeros).

Ne risulta una sequenza di atmosfere vaporose, che conseguono la finalità concettualmente psichedelica di trasportare in una dimensione sospesa, senza tuttavia con ciò disperdere il contatto con la realtà tangibile di canzoni che a più riprese mostrano una vena pop trasognata e vagamente acida. Passaggi briosi e vagamente speziati come “She Does” ed aperture elegiache come quella della conclusiva “Take Us Away” paiono traduzioni in un raffinato formato orchestrale della colorata riscoperta psichedelica dei primi anni ’90, mentre la lunga durata (intorno ai sei minuti) dei tre brani con i quali si apre il disco è funzionale alla gradualità avvolgente e sottilmente narcolettica della materia sonora prodotta dalla fusione con tastiere e archi di un impianto strumentale che rivela, in fondo, lontane radici folk.

Nei toni sfumati e nella coralità degli arrangiamenti, si affaccia poi lamalinconia di ballate quali “Sail” e “She’s Stuck In The Endless Loop Of Her Decline”, ideali distillati delle esperienze di Gibson e McBride e ulteriore testimonianza del ragguardevole stadio di sviluppo conseguito dai loro Bell Gardens in “Slow Dawns For Lost Conclusions”, viaggio di quaranta minuti a mezz’aria tra temperate correnti di psichedelia orchestrale e agrodolci visioni in forma di canzone.

* disco della settimana dal 27 ottobre al 2 novembre 2014


http://www.bellgardensmusic.com/

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