music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

novellino_rosi_mazurek_barnes_objects_in_mirrors_are_closer_than_they_appearNOVELLINO/ROSI/MAZUREK/BARNES – Objects In Mirror Are Closer Than They Appear
(Discreetrecords, 2014)

Non deve stupire, data la stima internazionale conseguita da Attilio Novellino e Saverio Rosi (già insieme nel duo Sentimental Machines), vedere i due sound artist italiani lavorare fianco a fianco con musicisti di estrazione diversa e decisamente più navigati, per evidenti ragioni anagrafiche, quali il prolifico profeta dell’improvvisazione free Rob Mazurek (Exploding Star Orchestra, São Paulo Underground) e il percussionista Tim Barnes (una lunga esperienza prima con Wilco e Silver Jews, poi accanto a sperimentatori del calibro di Jim O’Rourke e Mats Gustafsson).

Le due lunghe tracce, entrambe intorno ai venti minuti di durata, che riempiono le facciate del vinile in edizione limitata di “Objects In Mirror Are Closer Than They Appear” rappresentano la sintesi tra i complementari linguaggi sonori del soundscaping e dell’improvvisazione ritmica; da un lato, i due artisti calabresi hanno inteso valorizzare lo spazio sonoro di un luogo industriale della loro terra, trasformato in museo nel quale sono avvenute le registrazioni del lavoro, dall’altro i loro colleghi d’oltreoceano hanno portato nello stesso luogo il loro arsenale di percussioni, fiati e minutaglie elettroniche.

In maniera del tutto sommaria, si potrebbe trattare di un semplice esperimento di congiunzione tra paesaggismo sonoro e dinamiche free-jazz, non a caso richiamato in maniera esplicita dalla cornetta di Maurek che apre il primo lato “Objects”. Quella radice è senz’altro presente nel lavoro, ben rappresentata anche dalle ritmiche asciutte di Barnes, ma intorno ad essa Novellino e Rosi costruiscono tutto un mondo costellato da impulsi di synth modulari, organi elettronici e chitarre trattate.

L’incessante trasformazione della materia sonora risultante riempie di fremiti e risonanze gli spazi nei quali è stata intessuta, in una dimensione espressiva non circoscritta alla mera sommatoria tra elementi diversi, che del soundscaping offre una prospettiva tanto ostica quanto estremamente stimolante.

http://discreetrecords.it/

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