music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

secret_pyramid_the_silent_march_movements_of_nightSECRET PYRAMID – The Silent March / Movements Of Night
(Students Of Decay, 2014)

Oltre alla collazione retrospettiva dei lavori di Jeffrey D. Witscher a nome Marble Sky, lo scorso anno l’etichetta specializzata Students Of Decay ha posto in pratica un’altra significativa operazione di diffusione su scala (relativamente) più vasta di materiale ambient-drone estremamente valido.
Ne è protagonista Amir Abbey, alias Secret Pyramid, autore nel 2013 di “Movements Of Night”, uno dei dischi più suggestivi della stagione nel suo ambito musicale. L’edizione su cd di quel lavoro, originariamente disponibile soltanto in vinile, è stata l’occasione per riportare alla luce anche un’altra precedente uscita di Abbey, “The Silent March”, pubblicato su cassetta nel 2011.

L’associazione tra i due capitoli della breve produzione dell’artista canadese offre un composito spaccato delle sue qualità, oltre a risultare in un viaggio di oltre settanta minuti attraverso le sue imponenti strutture sonore. Più grezzo e “fisico” nell’impatto “The Silent March”, più vaporoso nella sublimazione ambientale del rumore “Movements Of Night”, nel nuovo contesto i due lavori smarriscono la rispettiva individualità in una palpitante sequenza di costruzione e liberazione della tensione, il cui primo momento è costituito dal fragore distorto delle chitarre, mentre il secondo da una spessa coltre ambientale nella quale aleggiano sparuti inserti acustici.

Tale altalena sonora ed emozionale è particolarmente evidente nelle composizioni più risalenti, presentate in un’alternanza pressoché perfetta di fragorose detonazioni e banchi di nebbiosa elettricità statica, in mezzo ai quali baluginano le risonanze acustiche dei due momenti della title track. A un più omogeneo carattere di evanescenza sono invece improntate le composizioni di “Movements Of Night” che, a partire dall’iniziale “A Descent”, si elevano a cattedrali sonore che nulla hanno da invidiare a quelle di Tim Hecker o Lawrence English, la cui bellezza abbagliante assume consistenze variabili, fino a emulare quella delle incombenti nuvole grigie effigiate nell’emblematica copertina dell’edizione congiunta di ”The Silent March / Movements Of Night”.

La potenza espressiva già insita nei contenuti singolari dei due lavori originari viene amplificata nel nuovo e più ampio contesto, la cui stessa durata complessiva – combinata con quella relativamente breve dei singoli brani – espande l’effetto percettivo della materia plasmata da Abbey, tra le più incisive declinazioni ambient-drone degli ultimi anni.

http://secretpyramid.blogspot.com/

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