music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

amanda_feery_michael_tanner_to_run_the_easting_downAMANDA FEERY & MICHAEL TANNER – To Run The Easting Down
(Awkward Formats, 2015)

Non i reconditi paesaggi della Britannia rurale ma storie altrettanto antiche di comunicazioni marittime popolano il lavoro che vede Michael Tanner (Plinth, The Cloisters) affiancato dalla cantate e compositrice irlandese Amanda Feery, con la quale tra l’altro condivide la partecipazione al collettivo United Bible Studies.

A quello delle fonti di ispirazione, non corrisponde un significativo mutamente dell’orizzonte compositivo del poliedrico artista inglese, da sempre dedito alla ricerca di un paesaggismo sonoro denso di suggestioni misteriose, alimentato anche dall’impiego di strumenti desueti. In “To Run The Easting Down” compaiono infatti, ad esempio, il violino Stroh (violino ottocentesco dotato di una cassa di risonanza rotonda e di un padiglione di tromba che, come un grammofono, ne amplifica la risonanza) e il kemenche, strumento tricorde delle zone orientali del Mediterraneo, dove ha inizio la storia narrata attraverso le evocative doti vocali della Feery. Non si tratta, appunto, di una storia di streghe o di misteriosa spiritualità ma di quella, dalle tinte altrettanto fosche, dell’ultima epidemia di peste che ha colpito il continente europeo nel diciottesimo secolo, veicolata dai commerci via mare dall’Oriente.

Il lavoro, articolato in due tracce di oltre un quarto d’ora e due più brevi (la seconda delle quali disponibile nella sola versione digitale), presenta dunque contenuti alquanto sinistri, frutto di un sincretismo di linguaggi e matrici culturali che trovano una sintesi nel tocco lieve, inquieto e profondamente umano di Tanner e della Feery.
I due brani più lunghi sono vere e proprie sinfonie spettrali, costituite dall’alternanza di movimenti concisi, concatenati senza soluzione di continuità: uniformi frequenze elettro-acustiche e diafane modulazioni d’archi si saldano così con frammenti pianistici e con l’alta estensione della Feery, a creare nenie arcane che, nella parte finale di “Svartedauen” assumono un tono elegiaco, enfatizzato dal violoncello di Allison Cotton (The Left Outsides). I passaggi più brevi sono invece dotati di un contenuto armonico più sviluppato, che in “Sidhe” è sospinto da ovattate risonanze pianistiche mentre nel bonus digitale “Sybelline” accede quasi a un romanticismo da camera attraverso un lieve florilegio d’archi.

Ciò non muta tuttavia la fisionomia sostanziale di “To Run The Easting Down”, opera tra le più evocative e liriche realizzate da Tanner, che in Amanda Feery ha trovato non soltanto una voce in grado di fungere da ulteriore strato delle sue articolate composizioni, ma una polistrumentista dalle doti creative tali da moltiplicare le stranianti suggestioni di una ricerca di storie e sonorità aliene, adesso pienamente condivisa.

http://www.amandafeery.com/
https://iamplinth.bandcamp.com/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: