music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

lyric_of_leavesLYRIC OF LEAVES – Lyric Of Leaves
(Self Released, 2015)

Mentre le piattaforme musicali online subiscono mutamenti e parabole molto rapide, ben più duraturi e stabili restano i contatti tra artisti anche per il loro tramite veicolati. Ne è la prova il progetto Lyric Of Leaves, nato da un’idea risalente a ormai quasi dieci anni fa e originata dall’interazione attraverso il vecchio Myspace tra lo scozzese David Simpson (David Altair) e il greco Christos Garmpidakis (Dergar).

I frutti di quel contatto, conseguiti a una gestazione ben più lunga rispetto alla popolarità del mezzo in origine impiegato, sono adesso ricompresi nell’omonimo lavoro firmato congiuntamente dai due artisti sotto la denominazione Lyric Of Leaves. Registrato tra Edimburgo e Creta nel corso degli ultimi due anni, l’album consta di un’ora di musica, ripartita in dieci tracce che costituiscono la sintesi tra le sensibilità del duo, coniugando una vasta gamma di matrici sonore elettro-acustiche con manipolazioni ambient-drone e saltuarie spinte ritmiche. Queste ultime, facilmente riconducibili all’esperienza di Garmpidakis accanto ai port-royal e in Diamat, costituiscono l’elemento di più evidente scostamento dai canoni dell’elettro-acustica ambientale, soprattutto laddove (in particolare in “A Joyful Journey”) assumono natura sintetica dai contorni idm.

Eppure, benché qua e là le pulsazioni siano impiegate per smuovere frequenze basse o esili linee armoniche (“The Writer”, “Dancing Green”), l’essenza del lavoro va piuttosto individuata nelle modulazioni ambientali ariose (“Entrance (In The Light)”, “The Beholder”, “Meek”) o moderatamente distorte (“Peaceful Hu”), che via via lasciano trasparire visioni di incontaminata purezza ambientale (“The Sheep”, ”In Complete”).

Sotto traccia a quasi tutti i brani, si percepisce comunque distintamente la ricchezza delle orchestrazioni di Simpson e Garmpidakis, scultori di suoni che non si limitano a operare attraverso supporti informatici ma capaci di suonare una dozzina di strumenti reali – dalla chitarra acustica al flauto, dal basso all’armonica – le cui onde sonore più o meno manipolate colorano di una varietà di sfumature l’intera durata del frutto di quella che ha tutte le sembianze di una collaborazione destinata a proseguire.

http://lyricofleaves.bandcamp.com/

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