music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

illuminine_1ILLUMININE – #1 + #1 Revorks
(Zeal / Dauw, 2015)

Scoprire tardivamente un lavoro uscito a inizio anno grazie alla rilettura di alcuni suoi brani in seguito all’iniziativa di una piccola ma acuta cassette-label dedicata al minimalismo neoclassico-ambientale. È quanto avvenuto al debutto del belga Kevin Imbrechts, alias Illuminine, semplicemente intitolato “#1” contemporaneamente alla pubblicazione di una raccolta di remix che ha visto impegnati artisti quali, tra gli altri Sebastian Plano, Clem Leek e Stijn Hüwels.

Prima di approcciarne i “Reworks” è dunque corretto (ri-)scoprire gli originali di “#1”, lavoro che consta di quattordici pièce dalla durata media inferiore ai tre minuti, nelle quali Imbrechts condensa saggi di una lieve ambience cameristica, sostenuta da prolungati movimenti di archi modulati, interpolata da interludi più marcatamente ambientali e impreziosita da cammei acustici quali quelli di “For What It’s Worth” e di “Winter. Go”, che rimandano a placide contemplazioni bucoliche.

illuminine_1_reworksL’accurato lavorio di elongazioni di note e persistenze armoniche di“#1”, aperte a evanescenze orchestrali (“Ardency”) o intorpidite sotto una coltre di riverberi nebbiosi (“Llŷr”), sembra in effetti prestarsi alla perfezione a operazioni di rimaneggiamento, tanto nel senso di variazioni di frequenze e timbriche quanto in quello di riempimento degli spazi vuoti. Quest’ultima pratica è particolarmente evidente nel primo degli otto brani di “#1 Reworks”, la languida “Melancholie” alle cui cadenze pianistiche Jan Swerts aggiunge un cantato che la trasforma in suadente ballata intimista. Il pianoforte resta protagonista in molte delle riletture comprese in “#1 Reworks”, a partire da quella di “Elegy” firmata da Clem Leek, in solitaria o in associazione con parti di archi amplificate, che virano in senso cameristico le varie “Llŷr”, “Lumen Reign” e la “Dualism” nella rivisitazione Sebastian Plano.

La lettura parallela di “#1” e dei suoi “Reworks” permette di cogliere al meglio le potenzialità suggestive delle composizioni Imbrechts, da segnalare quale nuovo sensibile interprete di un minimalismo elettro-acustico che tra ambient music e neoclassicismo dimostra di aver trovato una propria via personale, popolata di tanti piccoli dettagli armonico-emozionali, da assaporare nella loro essenza o amplificare variamente.

http://www.illuminine.be/

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Questa voce è stata pubblicata il 8 novembre 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , , , , .
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