music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

lisa_liza_deserts_of_youthLISA/LIZA – Deserts Of Youth
(Orindal, 2016)*

I tempi erano ormai maturi affinché Liza Victoria giungesse a una produzione dotata di tutti i crismi dell’ufficialità. Passo dopo passo, la cantautrice del Maine è transitata dal microcosmo delle cassette e dei cd-r casalinghi, alle edizioni digitali e alla prima vera e propria pubblicazione fisica (“The First Museum”, 2014) e adesso, finalmente, a un nuovo album su vinile con il supporto di un’etichetta vera e propria, la piccola ma sempre acuta Orindal (Julie Byrne, Advance Base).

Nella transizione, non mutano i cardini espressivi e le modalità realizzative che già avevano rivelato le potenzialità del solitario progetto personale Lisa/Liza. Anche i sette brani di “Deserts Of Youth” sono infatti stati registrati nel contesto domestico di Liza Victoria e sono interamente incentrati soltanto sulla sua voce e sulla sua chitarra acustica.
Una raccolta essenzialità folk continua dunque a rappresentare la cornice espressiva d’elezione dell’artista statunitense, che in “Deserts Of Youth” raccoglie come in un diario le vestigia di propri ricordi ed esperienze, senza indulgere alla nostalgia ma anzi con il piglio deciso di chi considera il vissuto elemento costitutivo della propria personalità attuale.

Tale approccio trova pieno riscontro nelle canzoni, estremamente scarne quanto ad elementi costitutivi, senz’altro ovattate dal punto di vista delle atmosfere complessive, eppure niente affatto uniformi dal punto di vista del mood e delle strutture armoniche.
Non solo, infatti, le interpretazioni di Liza Victoria assumono una varietà di profili sognanti e visionari, ma il suo modo di suonare la chitarra spazia da un picking intricato ad arpeggi decisi e talvolta non privi di piccoli spasmi, pennellando così sospese istantanee di un folk antico, la cui spiccata personalità non necessita di alcun ulteriore elemento per innescare rapiti viaggi dell’immaginazione.

A differenza del lavoro precedente, che lasciava intravedere potenzialità di una scorrevole scrittura pop, “Deserts Of Youth” lambisce territori appalachiani di distante psichedelia folk, senza artificio alcuno ma anzi con la semplice naturalezza di preziose filigrane armoniche e corde pizzicate con grazia decisa. Prendono così forma meditative ballate al rallentatore quali “Another Window” e “Lady Day On The Radio” e più vibranti altalene emotive tra dolcezza e forza come quelle dell’iniziale “Century Woods” o di “Prospect St.”, tutte comunque nell’alveo di un songwriting tanto essenziale e umbratile quanto evocativo, che in questo ulteriore e fondamentale passaggio della sua produzione Liza Victoria mostra di aver affinato, giungendo a un affascinante punto di sintesi.

*disco della settimana dal 5 all’11 settembre 2016

https://www.facebook.com/pages/LisaLiza/

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: