music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

jefre_cantu_ledesma_in_summerJEFRE CANTU-LEDESMA – In Summer
(Geographic North, 2016)

Mentre Danny Paul Grody, suo sodale ai tempi dei Tarentel, continua a dispensare paesaggi di desertica ambience acustica, Jefre Cantu-Ledesma prosegue nelle sue esplorazioni di traslitterazione di drone chitarristici, plasmati fino a rivelare un’essenza sonora ed emozionale non discontinua rispetto a tempi e linguaggi espressivi in apparenza distanti. Curiosa, poi, la coincidenza tra le due produzioni, entrambe realizzate su cassetta dalla medesima etichetta Geographic North ed entrambe, in maniera più o meno casuale, legate nel titolo a immaginari stagionali, tra loro opposti.

Come già nello splendido “A Year With 13 Moons” (2015) aveva dispiegato la propria peculiare sintesi di rumore e melodia dal post-moderno gusto shoegaze, così negli appena venticinque minuti di “In Summer”, il chitarrista californiano condensa un ventaglio di riverberi purpurei dai contorni ulteriormente sfumati, che senza smarrire la loro corposa grana elettrica si indirizzano verso languori ancora più sognanti. Non dovrebbe nemmeno stupire chi conosce le derive recenti di Cantu-Ledesma che fin dai primi secondi del lavoro le soffici risonanze e le scandite ritmiche elettroniche dell’iniziale “Love’s Refrain” facciano balenare suggestioni di stampo Cocteau Twins, per quanto lievemente “sporcate” dal filtro opaco di manipolazioni sintetiche in bassa fedeltà.

Il contenuto moderatamente distorsivo dell’approccio drone-gaze di Cantu-Ledesma affiora quasi soltanto nelle crepitanti frequenze disturbate della successiva “Little Deer Isle” e nei sibili metallici che dissipano la quiete ambientale della conclusiva “Prelude” finale, mentre il cuore del lavoro torna a essere costellato da riverberi dai colori caldi e sempre più sfumati, iterativi e screziati da irregolarità analogiche nella title track, innestati in onde dall’incedere in loop luminosi in “Blue Nudes (I-IV)”.

“In Summer” è la prova smagliante di come in filigrana alla sperimentazione chitarristica e a quella di tecniche di registrazione possano scorgersi ascendenze sonore inaspettate e, soprattutto, uno struggente contenuto emozionale, fatto di carezze, esaltazioni e tormenti, tutto riassunto in una traboccante alchimia drone-gaze.

http://www.shiningskull.org/

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 7 settembre 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , , .
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: