music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

bakers_at_dawn_planing_lakesBAKERS AT DAWN – Planing Lakes
(Self Released, 2017)

Il bello (e il brutto) delle autoproduzioni digitali è la loro natura estremamente “liquida”, che consente di rimaneggiarle o addirittura ritirarle dopo averle rilasciate. Forse proprio per evitare simili tentazioni (peraltro poste in pratica con riferimento a “To Find Consolation In Water Metaphors”), Marcus Sjöland racconta di aver regalato a uno sconosciuto incontrato su un autobus l’unica copia fisica su minidisc di “Planing Lakes”, la sua più recente raccolta di canzoni sotto l’alias Bakers At Dawn, reso disponibile da pochi giorni in download gratuito tramite la sua pagina Bandcamp.

Negli undici brani dei quali si compone il lavoro si ritrova l’intima dimensione dell’artista svedese, nell’occasione anzi in veste ancor più essenziale rispetto all’Ep dello scorso anno “Door”, nel quale il cantautorato casalingo di Sjöland si rivestiva di più marcati accenti pop. Non che la sua sensibilità melodica non si manifesti lungo tutto “Planing Lakes”, dispensando anzi umbratili saggi di sé in particolare in brani quali “Canvas”, “The Grown Ups” e “Nothing Is Ever Gone”, tuttavia la spontanea inclinazione di Bakers At Dawn alla scrittura di solitarie canzoni in miniatura assume piuttosto le sembianze di un’introspezione sommessa, che nelle sospese strimpellate chitarristiche delle varie “Numbers”, “Somna Om” e “Before” trova corrispettivo verbale delle divagazioni ambientali di “Invokado” e “Fientlighetsprincipen”.

In piena coerenza con l’istintiva spontaneità delle autoproduzioni digitali, “Planing Lakes” rappresenta fedelmente un preciso momento creativo di Marcus Sjöland, artista non semplicemente ascrivibile alla categoria “da cameretta”, ma capace di coniugare in maniera personale intimismo interpretativo, vibrazioni cantautorali emo-core in sedicesimi e ambientazioni di quiete domestica granulosa e vissuta.

http://www.facebook.com/pages/bakers-at-dawn/

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Un commento su “

  1. giadep
    18 gennaio 2017

    C’è una parentela, niente affatto “scomoda” (forzata o altra accezione “negativa”, semmai “filiale” verrebbe da dire, affettivamente) con un’anima di Elliott Smith, a mio avviso. Trovata dal primo ascolto di questo bravissimo autore.

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