music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

ROY MONTGOMERY – Suffuse
(Grapefruit, 2018)*

Anche (e soprattutto) al di fuori di una certa aura mitologica che ne circonda la figura ascetica e la sterminata discografia, sotto varie forme e collaborazioni, non si può negare come Roy Montgomery abbia attraversato tre decenni pieni di sperimentazioni su chitarra e tecniche di registrazione con personalità creativa fuori dal comune. Tra psichedelica desertica e primordi dronici, l’artista neozelandese non ha mai interrotto la propria ricerca sonora, né in alcun modo rinunciato a rivolgere il suo sguardo in avanti, anzi oltre. Proprio per questo, in particolare negli ultimi anni, i suoi lavori hanno spesso rasentato derive intellettuali fortemente concentrate su una dimensione creativa individuale.

Ebbene, il primo motivo di interesse di “Suffuse” risiede nella radicale inversione di questa tendenza, da ultimo manifestatasi nella quadrilogia “R M H Q: Headquarters” (2016). Infatti, i suoi sei brani rappresentano gli scarsi ma succosissimi frutti di un tentativo di condivisione, pur condotto da Montgomery in maniera del tutto coerente con il suo carattere isolazionista. Non si tratta infatti dei risultati di processi di elaborazione fianco a fianco, bensì di quelli della (non) semplice aggiunta, a partiture strumentali da lui confezionate, di parti vocali e in alcuni casi anche di testi, da parte di sei musiciste alle quali sono state a tal fine inviata.

Ogni brano possiede una propria storia, così come propri caratteri, di tutta evidenza concepiti da Montgomery avendo ben chiare le figure delle destinatarie e il ruolo che avrebbero potuto rivestire nel loro completamento. Le chitarre e gli effetti ad essi applicate mutano così incessantemente consistenza, a partite dalle plumbee risonanze che esaltano le declamazioni teatrali di Haley Fohr (Circuit Des Yeux) sull’iniziale “Apparition”, facendone una sorta di omaggio ai Coil, e dalle (dis)torsioni di frequenze basse che accompagnano i graffi di Katie Von Scheicher su “Outsider Love Ballad No 1”. Non di sola inquietudine vivono tuttavia i brani di “Suffuse”, anzi sorprende in qualche misura come la loro maggior parte sia invece orientata a riverberi sfuggenti, sui quali si adagiano a meraviglia voci eteree: è quel che avviene dapprima già con quella di Jessica Larrabee del duo She Keeps Bees sui caldi arpeggi di “Rainbird”, ma soprattutto con le incorporee vocalizzazione di Julianna Barwick lungo gli otto minuti di soffici echi stellari di “Sigma Octantis”.

È tuttavia la conclusiva “Landfall”, che rinnova l’ormai duraturo rapporto artistico di Montgomery con Liz Harris, a valere da sola il prezzo del biglietto, con i suoi vortici dai riflessi purpurei che, dapprima rallentati e poi in un intricato crescendo di feedback, tracciano un’ideale linea circolare a unire lo shoegaze, le sperimentazioni chitarristiche e le muse droniche di questi anni. Segno inequivocabile di come, nel corso degli anni, idee affini continuino a svilupparsi secondo forme diverse, che tornano a essere complementari anche grazie a un progetto collaborativo un po’ sui generis di un chitarrista quasi sessantenne, per una volta tornato a rivolgere all’esterno il proprio inesauribile istinto creativo.

*disco della settimana dal 13 al 19 agosto 2018

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 13 agosto 2018 da in recensioni 2018 con tag , , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: