music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

SUFJAN STEVENS, LOWELL BRAMS – Aporia
(Asthmatic Kitty, 2020)

Da sempre, nei propri dischi, Sufjan Stevens è artista abituato a raccontare storie: che siano quelle legate ai luoghi e ai loro contesti sociali, come nel caso degli album dedicati agli Stati (“Greetings From Michigan The Great Lake State”, “Illinois”) o quelle fantascientifiche di “The Age Of Adz”. Ebbene, a partire dal commovente “Carrie & Lowell” (2015) le sue storie presentano una spiccata matrice personale, che si rispecchia tanto nei temi narrati nei testi quanto nelle modalità di creazione e nei contenuti sonori dei brani.

Non c’è bisogno di parole per evidenziare il significato autobiografico e simbolico del primo lavoro accreditato congiuntamente a Sufjan e a Lowell Brams, produttore, mentore, fondatore dell’etichetta Asthmatic Kitty, ma soprattutto compagno della madre e figura decisiva per la sua formazione musicale. Poco più di dieci anni fa, Brams aveva pubblicato un album a proprio nome, “Music For Insomnia” (2009), interamente incentrato su dissonanze e drone sintetici, al quale Stevens aveva contribuito in maniera significativa; Aporia ne costituisce dunque l’ideale seguito, anche se con ruoli sostanziali ribaltati rispetto alla precedente occasione.

Non stupisce che Aporia, pur registrato a partire da improvvisazioni liberamente condotte in studio dai due artisti nei ritagli di tempo delle rispettive attività, possa considerarsi essenzialmente un album di Sufjan Stevens. Del resto Stevens non è nuovo a divagazioni sempre più stravaganti al di fuori dei suoi eccelsi binari cantautorali, che oltre a definirne la personalità di compositore a tutto tondo ne hanno rivelato imprevedibili cimenti con sonorità sintetiche e persino new age. In questo senso, pur formato da ben ventuno brevi brani, pressoché interamente strumentali, Aporia presenta un carattere autobiografico legato appunto alla figura di Lowell Brams che, al di là della condivisione delle jam dalle quali ha tratto origine il lavoro, viene di fatto omaggiato per il ruolo nella formazione musicale del giovane Sufjan. Insieme a lui, da adolescente, aveva infatti scoperto, tra i tanti, musicisti come Mike Oldfield, Giorgio Moroder, Vangelis e dei Tangerine Dream, dei quali “Aporia” reca in qualche misura gli echi, sotto forma di miniature sintetiche, pulsazioni elettroniche e di un’ampia congerie di trasognate emissioni interstellari che ne conformano quasi tutti i brani a ideale accompagnamento di vecchie pellicole di fantascienza.

Agli estrosi dialoghi tra Stevens e Brams, si sono poi affiancati i variopinti cammei vocali e strumentali di un’ampia schiera di musicisti, tra i quali spiccano, il batterista James McAlister (The National), Thomas Bartlett (Doveman), Steve Moore dei Sunn O))), D.M. Stith, Yuuki Matthews degli Shins e la vocalist Cat Martino (Stranger Cat). Dagli estemporanei divertissement in studio alla condivisione con un ensemble di musicisti, “Aporia” rappresenta tipicamente la matura sensibilità da compositore di Sufjan Stevens, unita alla funambolica curiosità di percorrere strade creative eccentriche e imprevedibili… al di là di ogni ragionevole dubbio.

http://sufjan.com/

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