GOOD SHEPHERD – Her Darke Aspects (Rusted Rail, 2015) Come se già le registrazioni casalinghe e l’understatement caratteriale ed espressivo dell’ottimo Ep di debutto “Ah….Good The Sea” (2012), tre anni di silenzio hanno reso se possibile ancor più scarno e umbratile il lessico di Duncan Poyser, alias Good Shepherd. Ne è prova il nuovo Ep…

MARRY WATERSON AND DAVID A. JAYCOCK – Two Wolves (One Little Indian, 2015) Una nuova avventura condivisa per due artisti dalle biografie alquanto diverse: l’eredità folk è inscritta nei geni di Marry Waterson, figlia di Lal Waterson e George Knight, che dopo i lavori con il fratello Oliver Knight in “Two Wolves” esce dall’alveo artistico familiare…

THE GATELESS GATE – Landslag Norður Íslands (The Landscape of North Iceland) (Self Released, 2015) Oltre il nord, fino a lambire il circolo polare artico: è lì che idealmente giunge la terza tappa della trilogia attraverso terre inospitali intrapresa dal prolifico duo canadese The Gateless Gate con “Near North” (2014). Come da titolo, “Landslag Norður…

LOUISE LE MAY – A Tale Untold (Folkwit, 2015)* Quella di Louise Le May è una storia che viene da lontano, una storia che non parte dalla “cameretta” ricorrente per tante giovani e giovanissime interpreti nate nell’era digitale e in quella dell’autoproduzione casalinga. Non si tratta solo di una questione anagrafica, visto che l’artista inglese…

FORESTEPPE – Diafilms (Klammklang, 2015) Fin dall’alias prescelto, il siberiano Egor Klochikhin denota un forte legame con le tradizioni e la cultura musicale della propria terra d’origine. A smentire un immaginario ghiacciato, avvolto nella stasi di un inverno senza fine, nei suoi lavori a nome Foresteppe l’artista russo declina un’ambience elettro-acustica briosa come l’atmosfera di…

FRANCESCO GIANNICO WITH THOLLEM MCDONAS AND AMY DENIO – Erased (Oak Editions, 2015) L’interpretazione da parte di Francesco Giannico del tema della memoria, ormai classico per molti sperimentatori contemporanei, è filtrata dall’interesse per il jazz dell’artista pugliese, attraverso il quale trova un esito molto personale e per certi versi sorprendente. In antitesi agli abituali concept “hauntologici”,…

BJÖRN KLEINHENZ – Battles Long Lost E.P. (Jellyfant, 2015) Defilato protagonista della stagione dei “cowboys in Scandinavia”, ormai una decina di anni fa, Björn Kleinhenz torna dopo lungo tempo a suonare con una band. La differenza con il solitario folk-rock degli ultimi dischi è evidente nei quattro brani di “Battles Long Lost”, innervati di una corposa…

BILL WELLS & FRIENDS – Nursery Rhymes (Karaoke Kalk, 2015) Ormai da qualche tempo, Bill Wells ha consolidato la propria figura di pianista e compositore come quella di un deus ex machina che resta dietro le quinte delle sue opere principali, invece affidate sul palcoscenico a una compagnia variabile di artisti. Da sempre incline alle…

THE HERMIT CRABS – In My Flat (Matinée, 2015) Otto agili canzoni indie-pop registrate nel lontano Idaho con Jeremy Jensen e Jake Hite di The Very Most segnano il ritorno sulle scene di Melanie Whittle, ormai esclusiva titolare del marchio The Hermit Crabs. Passa il tempo e cambiano i compagni di viaggio, ma non muta…

FRANCIS M. GRI – Empty Town (KrysaliSound, 2015) Nel terzo capitolo della trilogia urbana di Francis M. Gri, i luoghi che nei precedenti “Ghost Dreamers Town” e “Dreamers Stories” era popolata da sogni e fantasmi si svuota di contenuto e significato esogeno, fino a presentarsi nella sua solitaria essenza. Non è una semplice metafora quella…

THE OCEAN PARTY – Light Weight (Spunk / Caroline, 2015) Non deve stupire come nel volgere di appena tre anni “Light Weight” sia il quinto disco a essere pubblicato da parte degli australiani The Ocean Party; più che riferirsi a una band, la denominazione unitaria si sostanzia infatti in una sorta di nome collettivo sotto…

[streaming] Laish – The Great Divide

From Daniel Green (Laish): “I drew up a list of musical friends and heroes and asked each one to submit a cover song chosen by someone else on that list. I love hearing good covers, it is such an interesting process seeing how people approach performing and recording someone else’s material. I also wanted be…

GOLDMUND – Sometimes (Western Vinyl, 2015) Le due principali manifestazioni della personalità artistica di Keith Kenniff tornano a marciare su binari paralleli, anche dal punto di vista temporale: nel volgere di circa due mesi dalla pubblicazione di “Yume” sotto l’alias Helios, l’artista statunitense riprende il percorso anche di Goldmund, il suo progetto da sempre dedicato…

STANLEY BRINKS AND THE WAVE PICTURES – My Ass (Fika Recordings, 2015) Sulla scia dell’ebrezza del recente “Gin” (2014), Stanley Brinks (Herman Düne) e Dave Tattersall hanno proseguito, in tre intensissime giornate di registrazione, quella che ormai è consolidata come qualcosa di ben più organico di una collaborazione estemporanea. I dodici brani di “My Ass” rappresentano…

REVOLUTIONARY ARMY OF THE INFANT JESUS – Beauty Will Save The World (Occultation, 2015) Anche ai tempi della loro manifestazione originaria, a cavallo tra anni ’80 e ’90, i Revolutionary Army Of The Infant Jesus erano considerati una band oscura ed eccentrica, pure rispetto all’affine temperie espressiva che includeva tra gli altri Dead Can Dance,…

WESTERN SKIES MOTEL – Buried And Resurfaced (Twice Removed, 2015) Mentre il recente “Prism” metteva in mostra il calore acustico del suo picking “Buried And Resurfaced” porta alla luce il più tenebroso lato ambientale di René Gonzalez Schelbeck, alias Western Skied Motel,. Si tratta, a ben vedere, di due facce della stessa medaglia, che insieme…

POSTAL BLUE – Of Love And Other Affections (Jigsaw, 2015)* La storia d(e)i Postal Blue viene da lontano, e non solo perché l’ormai unico titolare della sigla Adriano do Couto proviene da Brasilia. Adriano è l’ultimo superstite di quella che era iniziata come una band alla fine degli anni ’90, pubblicando un paio di Ep…

YADAYN – Naam (Dead Vox, 2015) A breve distanza dalla dinamica ambience creata a partire dalle corde della sua chitarra acustica dell’ottimo “Pendel”, Gowaart Van Den Bossche dispiega il profilo più estemporaneo della propria arte di fingerpicker applicata a meditative risonanze atmosferiche. Ben poco è tuttavia lasciato al caso nelle sei improvvisazioni raccolte in “Naam”,…

HAKOBUNE – All My Regret For Nothing Remembered (Warm Drones, 2015) Anche Takahiro Yorifuji, senza dubbio tra i compositori più sensibili al lato emozionale delle manipolazioni sonore ambient-drone, introduce nella sua copiosa discografia un tema latamente “hauntologico”. È un pensiero inevitabile alla lettura del titolo “All My Regret For Nothing Remembered”, sotto il quale l’artista…