JEFRE CANTU-LEDESMA – On The Echoing Green (Mexican Summer, 2017)* Mentre gli Slowdive hanno appena riscaldato i cuori degli irriducibili estimatori dello shoegaze con il più abbagliante tra i ritorni, in sonorità in qualche misura affini continuano a trovare approdo espressivo le sperimentazioni chitarristiche di Jefre Cantu-Ledesma. Come già in “A Year With 13 Moons” (2015)…

VARGKVINT – Brus (Soft Recordings, 2017) Armonie e atmosfera che si saldano in un’evanescente zona d’ombra nella quale vena scrittoria e ambientazioni soffuse creano piccole magie di grazia tutta femminile: questa l’essenza del debutto dell’artista multimediale svedese Sofia Nystrand sotto l’alias Vargkvint. Le sette brevi tracce raccolte in “Brus” risultano infatti dall’applicazione di un approccio…

CHIHEI HATAKEYAMA – Mirage (Room40, 2017) Viene da lontano il nuovo lavoro del prolifico asceta ambient-drone Chihei Hatakeyama: non solo è il risultato di un’ispirazione manifestatasi durante un viaggio in Asia Minore ma è stato in seguito definito nei suoi dettagli per un periodo di cinque anni. Come un’autentica scultura sonora, o una costruzione architettonica, “Mirage”…

JOHN MATTHIAS & JAY AUBORN – Race To Zero (Village Green, 2017) Già responsabile della produzione dell’ultima opera di John Matthias (“Geisterfahrer“, 2014), Jay Auborn ha condiviso con il compositore e fisico teorico inglese l’intera realizzazione delle nove tracce di “Race To Zero”. Il lavoro vede appunto i due artisti applicare al suono un approccio di…

ĒIRIKURA – Reflection Of A Higher Realm (Wrotycz, 2017) Corre sul filo di arcane consonanze tra Oriente e Occidente l’opera prima di Ēirikura, quintetto russo che riunisce musicisti già operanti in ambito neo-folk ed elettro-acustico (Sunset Wings, Romowe Rikoito ed Āustras Laīwan). Versi moderni e poemi antichi, idiomi prussiani e gaelici, misterioso naturalismo e un…

THE POPGUNS – Sugar Kisses (Matinée, 2017) È davvero una seconda giovinezza, oltre che una seconda vita artistica, quella ritrovata dai Popguns dal loro ritorno sulle scene dopo un’assenza quasi ventennale, coinciso con la pubblicazione di “Pop Fiction” (2014). Da allora, la band di Brighton sta inanellando una costante presenza discografica, fatta di uscite frequenti,…

[streaming] Sylvain Chauveau – Find What You Love And Let It Kill You

First extract of Sylvain Chauveau new album “Post-Everything”, out on August 25th 2017 on Brocoli. Sylvain Chauveau, from the Ensemble 0, has made solo records on labels such as FatCat, Type, Les Disques du Soleil et de l’Acier, Brocoli, Flau, Nature Bliss, Creative Sources: minimal, quiet compositions for piano, strings, electronics and voice. He has…

JAMES MURRAY – Floods Returned (Slowcraft, 2017) Cinque anni fa, James Murray intraprendeva con “Floods” quella che sarebbe diventata una piccola trilogia corrispondente a un personale itinerario della memoria, culminata nelle incantate suggestioni di “Mount View” (2014). Da “Floods” l’artista inglese riparte, per una particolare operazione di auto-rilettura dei propri stessi brani, intesi quelli già…

ATARIAME – Fear Is The World (Constellation Tatsu, 2017) Sotto il grigio costante del cielo di un inverno baltico sono state scritte le otto canzoni di “Fear Is The World”, ultima produzione di una giovane artista russa dalla biografia e dalla propensione stilistica decisamente inusuali, già affacciatasi nel sottobosco delle produzioni su cassetta sotto l’alias…

MODERN COSMOLOGY – Summer Long E.P. (Elefant, 2017) L’ormai oltre un quarto di secolo di attività di Laetitia Sadier si è pressoché interamente caratterizzato per collaborazioni con altri musicisti, la frequenza delle quali negli ultimi anni si è notevolmente infittita. Quella che ha dato vita al nuovo progetto Modern Cosmology è comunque del tutto particolare,…

LAST DAYS – Seafaring (n5md, 2017) A oltre dieci anni di un’attività discografica sviluppatasi nel tempo a intervalli ben più dilatati di quelli abituali per artisti operanti in campo neoclassico-ambientale, Graham Richardson riprende il suo percorso creativo proprio da dove era partito, dal punto di vista dell’immaginario di riferimento tanto concettuale che sonoro. Il mare,…

MIDWIFE – Like Author, Like Daughter (Whited Sepulchre, 2017)* Nuova identità artistica e, forse, l’inizio della transizione dal mondo sotterraneo delle produzioni su cassetta per Madeline Johnston, già apprezzata per la sua evanescente interpretazione del drone-folk in bassa fedeltà sotto l’alias Sister Grotto. Al passaggio dell’artista del Colorado alla denominazione Midwife, progetto che include la…

MARIKA HACKMAN – I’m Not Your Man (AMF / Universal, 2017) Che il folk non fosse il linguaggio d’elezione di Marika Hackman si era già intuito nella sua prima prova sulla lunga distanza “We Slept At Last” (2015), se seguiva una breve teoria di Ep che in breve tempo l’avevano proposta quale una delle giovani…

FABRIZIO PATERLINI – Secret Book (Memory, 2017) In controtendenza rispetto alla prolificità di numerosi suoi “colleghi” pianisti neoclassici, Fabrizio Paterlini è solito applicare tempi lunghi nel plasmare la propria ispirazione. “Secret Book” giunge infatti a tre anni di distanza dal precedente album in studio (“The Art Of The Piano“, 2014), periodo nel corso del quale il…

DEAD MELODIES – Legends Of The Wood (Cryo Chamber, 2017) È un percorso creativo di progressivo addensamento e stratificazione del suono quello seguito da Tom Moore nei suoi dieci lavori sotto l’alias Dead Melodies, nei quali all’erosione di un’originaria matrice post-rock e ad esplorazioni in territori acustico-ambientali è corrisposto un immaginario sempre più tenebroso e…

MANKIND – Missing Person (38, 2017) In una zona d’ombra accuratamente ricercata si muove il progetto del newyorkese Draye Wilson, alias Mankind. Altrettanto liminare è la natura della suo debutto nel microcosmo delle sperimentazioni su cassetta, in quanto “Missing Person” costituisce il solo aspetto musicale di un più ampio progetto che unisce suono e arte…

SIAVASH AMINI – TAR (Hallow Ground, 2017) Come l’altra punta di diamante della sperimentazione sonora iraniana, Porya Hatami, nel recente “Monads” si è discostato dall’abituale delicato naturalismo ambientale, così nel suo quarto lavoro solista “TAR” Siavash Amini accantona le maestose sinfonie di riverberi chitarristici per quattro dense tracce di distorsioni incandescenti. Lo fa per descrivere la…