music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

MIDWIFE – Like Author, Like Daughter
(Whited Sepulchre, 2017)*

Nuova identità artistica e, forse, l’inizio della transizione dal mondo sotterraneo delle produzioni su cassetta per Madeline Johnston, già apprezzata per la sua evanescente interpretazione del drone-folk in bassa fedeltà sotto l’alias Sister Grotto. Al passaggio dell’artista del Colorado alla denominazione Midwife, progetto che include la fattiva collaborazione del co-produttore Tucker Theodore, corrisponde anche una non trascurabile evoluzione di un impianto espressivo che tuttavia non rinuncia ad echi e riverberi tanto sfumati da suggerire, insieme alla sua voce eterea, proiezioni in una dimensione trascendente.

“Like Author, Like Daughter” è da un lato frutto di un’ispirazione più tormentata, coincisa con la ridefinizione delle sue coordinate personali e artistiche, dall’altro palesa con decisione un’apertura combinata a componenti melodiche e chitarre decisamente più esplicite rispetto al periodo di Sister Grotto. Permangono piacevolmente indefiniti, tuttavia, i contorni dei nove brani che formano il lavoro, di durata relativamente contenuta e comunque resa coerente con l’impianto di quelle che, pur a tratti narcolettiche ed evocative, assumono di fatto la natura di canzoni.

L’ispessimento della grana chitarristica dei brani della Johnston ne devia il profilo verso un persistente intimismo lo-fi, che rivela sorprendenti affinità shoegaze: lo si comprende fin dalla traccia d’apertura “Song For An Unborn Sun”, che rispetto all’omonima dell’ultimo split di Sister Grotto è compattata nella durata, amplificata nella densità delle onde di feedback e presenta persino un cantato sorprendentemente deciso, quasi rabbioso. Tale linea di tensione scorre sotto traccia all’intero lavoro, che pure si snoda attraverso risonanze più languide e ovattate, ancora a tratti dominanti strumentali introspettivi (“RTD Pt 1”), ma che in larga misura costituiscono la base per canzoni sospese a mezz’aria, tra sognanti coltri armoniche (“Name”, “Liar”) e saturazioni più sofferte (“Haunt Me”, “Way Out”), che lasciano riaffiorare l’ascendenza atmosferica della Johnston.

In “Like Author, Like Daughter” l’artista del Colorado ha comunque il grande merito di mantenere intatto il fascino vaporoso delle sue produzioni precedenti, convogliandolo in linee melodiche compiute e in riverberi la cui intensità variabile riporta il lessico shoegaze a una dimensione di intimismo casalingo istintivo e, adesso, di immediatezza ancora disadorna. E chissà che l’inizio dell’emersione di Madeleine Johnston dal microcosmo delle sperimentazioni su cassetta al femminile non possa farle seguire un percorso analogo a quello di recente condotto in maniera magistrale da Itasca e Weyes Blood; le premesse, a partire da “Like Author, Like Daughter” ci sono tutte.

*disco della settimana dal 12 al 18 giugno 2017

https://www.facebook.com/sistergrotto

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