SIOBHAN WILSON – The Departure (Suffering Fools, 2019) Il secondo album di Siobhan Wilson rispecchia fedelmente il duplice concetto suggerito dal titolo; “The Departure” rappresenta infatti non solo un punto di partenza, in quanto prima uscita dell’etichetta indipendente creata dalla stessa musicista scozzese, ma anche una parziale deviazione rispetto al suo originario percorso espressivo. Anche…

STUART A. STAPLES – Music for Claire Denis’ High Life (City Slang / Milan, 2019) Ben poche tracce del romanticismo decadente che abitualmente impregnava il ciclo di colonne sonore dei Tindersticks per le pellicole di Claire Denis si ritrova nell’ennesimo sodalizio del leader della band inglese con la regista francese. Alle cupe atmosfere sci-fi di…

LUCY ROLEFF – Left Open In A Room (Lost And Lonesome / Oscarson, 2019)* La voce e la sensibilità di Lucy Roleff sono una di quelle gemme nascoste che l’universo delle produzioni sotterranee ogni tanto riesce a regalare. La cantautrice di Melbourne si è rivelata a pochi appassionati in occasione del debutto “This Paradise” (2016),…

RALPH HEIDEL//HOMO LUDENS – Moments Of Resonance (Kryptox, 2019) La formazione jazz di Ralph Heidel traspare in filigrana agli otto brani di “Moments Of Resonance”, realizzati in stretta connessione con i sette componenti dell’ensemble Homo Ludens. Gli studi di sax del venticinquenne bavarese hanno infatti ben presto ceduto il campo al suo interesse per la…

EHSAN BANITABA – In Parallel (Focused Silence, 2019) Più che un semplice concept, un interrogativo filosofico fondante su scienza e religione è sotteso alle due tracce di un quarto d’ora ciascuna che formano “In Parallel”. E si può ben immaginare non si tratti di soltanto un vezzo tematico, vista la provenienza di Ehsan Banitaba, ennesimo…

DAG ROSENQVIST – Blood Transmission (Hidden Vibes, 2019) Pur non avendo mai interrotto il proprio prolifico percorso creativo, sotto forma di una pluralità di progetti e collaborazioni (quella duratura con Matthew Collings, quella recente con Dakota Suite ed Emanuele Errante, oltre a From The Mouth Of The Sun con Aaron Martin), Dag Rosenqvist non realizzava…

MARISSA NADLER & STEPHEN BRODSKY – Droneflower (Sacred Bones, 2019) Come pochi altri incontri artistici, quello tra Marissa Nadler e Stephen Brodsky (Cave In, Mutoid Man) concilia opposti espressivi e tematici in una sintesi di personalità che produce risultati sorprendenti. Conosciutisi nel 2014 corso del tour successivo a “July”, i due musicisti hanno finito per…

JEREMY TUPLIN – Pink Mirror (Trapped Animal, 2019) A un timbro da crooner non sempre corrispondono canzoni di vellutata malinconia, o almeno non solo. Già con il suo pregevole debutto “I Dreamt I Was An Austronaut” (2017) lo aveva dimostrato il cantautore inglese, attraverso una varietà di soluzioni in chiave space-folk, che in “Pink Mirror”…

ASUNA & JAN JELINEK – Signals Bulletin (Faitiche, 2019) È rivolto ancora una volta ad Oriente l’osservatorio sperimentale di Jan Jelinek, che dopo due collaborazioni con Masayoshi Fujita presenta i frutti di tre anni di dialogo creativo con Naoyuki Arashi, alias Asuna. Realizzati tra Berlino e il Giappone, i cinque lunghi brani di “Signals Bulletin”…

OLIVER CHERER – I Feel Nothing Most Days (Second Language, 2019)* In tempi nei quali tutto (s)corre con rapidità e lo sguardo di chi crea e ascolta musica è sempre febbrilmente rivolto in avanti un disco e una storia come quella di “I Feel Nothing Most Days” sembrano impensabili. Invece Oliver Cherer ha tradotto entrambi…

OFFTHESKY – Illuminate (Eilean, 2019) La ricerca sonora di Jason Corder si è di recente sempre più orientata su elementi acustici e su un’impostazione come non mai attenta agli aspetti armonici e, di fatto, “umani” di un percorso che non ha invece mancato di contemplare astrazioni sperimentali. I dodici brani compresi in “Illuminate” stanno a…

TOMOYOSHI DATE + STIJN HÜWELS – hochu-ekki-tou (Home Normal, 2019) L’eterea delicatezza con la quale Stijn Hüwels è solito costruire istintive ambientazioni sulle corde della sua chitarra possiede un’affinità elettiva con l’aggraziato equilibrio delle arti orientali. Proprio per questo l’artista belga ha intessuto frequenti rapporti con musicisti giapponesi, sviluppati in frequenti scambi a distanza ma…

BILL MACKAY – Fountain Fire (Drag City, 2019) Non basta l’iconografia seppiata della copertina di “Fountain Fire” a fare di Bill MacKay un virtuoso delle sei corde dallo sguardo rivolto al passato. Tutt’altro, perché gli agili otto pezzi del nuovo lavoro del chitarrista chicagoano delineano vasti orizzonti stilistici attraverso serrati avvicendamenti tra slide, arpeggi acustici…

AIDAN BAKER / FAITH COLOCCIA / JON MUELLER – See Through (Gizeh, 2019) Gli aspetti ritmici e vocali della ricerca applicata a texture ambientali costituiscono il fulcro della collaborazione tra Aidan Baker (Nadja), Faith Coloccia (Mamiffer) e Jon Mueller. L’idea sottostante a “See Through” si è originata da una serie di samples ricavati da Baker…

CURLICUES – Private Life (Self Released, 2019) È davvero stravagante e imprevedibile la personalità creativa di L.A. Foster, che rispolvera la sua principale sigla Curlicues a distanza di tre anni dalla sua ultima manifestazione, l’Ep “In Photographs (“Anxiety is Love’s Greatest Killer”)”. Il tempo trascorso da allora è stato tutt’altro che un periodo di inerzia,…

HOTEL NEON – Vanishing Forms (Archives, 2019) Per potersi manifestare e dispiegarsi al meglio delle sue potenzialità immaginifiche, la declinazione “orchestrale” della musica atmosferica richiede un incontro di tecniche e sensibilità tali da trascendere le solitarie manipolazioni ambientali. È anche per questo che gli Hotel Neon, progetto già in origine condiviso tra i gemelli Michael…

ALDOUS HARDING – Designer (4AD, 2019)* Hannah “Aldous” Harding non è certo più la ragazza imbronciata il cui strano sguardo campeggiava sulla copertina del suo primo disco omonimo, così come il folk essenziale, polveroso ed evocativo di quel disco non rappresenta più il suo unico campo d’elezione. Nei cinque anni trascorsi da quell’esordio – che…

SOAK – Grim Town (Rough Trade, 2019) Il viaggio ideale verso la fosca città cui è intitolato il secondo disco di Bridie Monds-Watson si presenta disagevole come quello del breve annuncio ferroviario che lo apre, ma è soprattutto metafora della significativa transizione della quale l’artista nordirlandese è stata protagonista da quando, appena diciottenne, aveva impressionato…

ØJERUM – On The Swollen Lips Of The Horizon (Line, 2019) La prolificità di Paw Grabowski è tale da scompaginare persino i calendari di chi finisce per rincorrerne tardivamente le uscite: se a inizio marzo l’artista danese aveva idealmente suggellato il risveglio primaverile con i delicati intarsi di “Nattesne”, ad aprile è già tempo di…