music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

cubs_perpetual_lightCUBS – Perpetual Light
(Rusted Rail, 2013)

Come già il precedente Ep “Willowfield”, anche il nuovo lavoro accreditato al progetto artistico aperto Cubs appare un elogio della concisione, oltre che dell’estemporaneità di frammenti sonori catturati in presa diretta. Nei dieci brevi brani di “Perpetual Light” il piccolo collettivo è ridotto al suo nucleo essenziale formato da Cecilia Danell e Aaron Hurley (Phantom Dog Beneath The Moon), integrato in alcuni brani da Eddie Keenan (The Driftwood Manor) e da Keith Wallace (Loner Deluxe), responsabile dell’etichetta e altresì investito degli aspetti di missaggio e produzione.

A fronte del formato così ridotto, tanto in termini di elementi quanto di durata complessiva – poco più di venti minuti – del cd-r 3” che lo ospitano, il lavoro presenta il duo in una vorticosa sequenza di soluzioni sonore, strumenti e suggestioni, pur ancora una volta collocate nell’alveo di quel rudimentale folk ai margini che sotterraneamente intende perpetuare arcane tradizioni irlandesi. Chitarre acustiche, mandolini, bouzouki, organi, percussioni, field recordings e vari altri strumenti insoliti tessono gli arabeschi di visionario folk di “Perpetual Light”, sospesi in un tempo indefinito in ipotetici interludi, elevati invece ad autonome pièce dai distanti sentori di brughiera.

Il più apprezzabile segnale evolutivo affiorante dall’Ep è comunque il tentativo del duo di sviluppare secondo forme più compiute il disadorno incanto delle trame strumentali: è ciò che avviene nell’iniziale “Gulliver” (trasposizione di una poesia di Sylvia Plath), nell’incantevole duetto vocale di “Hummingbird/McAlindens Lament” e in “The First Day Of Winter”, che le fascinose interpretazioni della Danell trasformano in ballate in miniatura, sfoderando melodie soavemente trasognate.

Anche in ragione di questa accresciuta potenzialità, “Perpetual Light” instilla la curiosità di vedere all’opera il duo centrale di Cubs in un contesto espressivo più ampio e articolato. Intanto, non resta che abbandonarsi alle variopinte sensazioni suggerite dalle nuove cartoline di psych-folk sbilenco e minimale contenute in un Ep lieve e scorrevole come la brezza che soffia su una verde distesa pianeggiante.

http://rustedrail.com/cubs2.html

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Questa voce è stata pubblicata il 18 settembre 2013 da in recensioni 2013 con tag , , , , , , , .
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