music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

SM056CS.inddAARON MARTIN – Chapel Floor
(Sonic Meditations, 2014)

La lunga trama di collaborazioni intessute negli ultimi anni (con Orla Wren, Christoph Berg e Dag Rosenqvist, giusto per citare le più recenti) ha espanso il paradigma espressivo di Aaron Martin, amplificandone le potenzialità al di là del solipsismo sperimentale del suo violoncello.
Era da “Worried About The Fire” (2010), che l’artista australiano non pubblicava un lavoro in completa autonomia, anche se dai suoi brani contenuti proprio nello split con Christopher Berg dello scorso anno (“Day Has Ended”) potevano già cogliersi gli elementi di evanescente paesaggismo emozionale adesso sviluppati in forma organica nell’ora di musica di “Chapel Floor”.

Non solo le dodici pièce delle quali si compone il lavoro presentano una vasta gamma di loop bassi, iterazioni e prolungate vibrazioni delle corde del violoncello, ma vedono affacciarsi nella tavolozza di Martin ulteriori strumenti e persino un saltuario utilizzo dell’elemento vocale. “Chapel Floor” non è dunque solo una raccolta di rinnovati saggi di un graduale affinamento compositivo che si muove tra rigore compositivo e apici di romanticismo, ricombinandosi in forme meditative ipnotiche e cangianti.

Al di là delle oblique intersezioni tra le austere frequenze prodotte dal suo strumento d’elezione, lo ieratico artista australiano dispensa stille di picking acustico ammantate di calore latino (“Karl Rove”) e vocalizzi narcolettici (“Autism”, “Orchard”, “Pepperbox” e la conclusiva litania “Trees Are Smoke”), nella stessa misura in cui il movimento dell’archetto e l’interazione con la cassa armonica producono florilegi dal sapore rinascimentale (“Piece 3”, “Branch Wheel”) che dimostrano la piena autosufficienza della sua orchestra unipersonale di violoncello ed effetti vari a tracciare piccole sinfonie perfettamente compiute (su tutte “Lightning In Meadow Grass”, scintillante e solenne).

Il duplice richiamo futuristico e al simbolismo spirituale della copertina di “Chapel Floor” attesta infine la composita natura delle composizioni di Aaron Martin che, in entrambe le accezioni, riassumono il carattere della sua musica immateriale, visionaria, trascendente.

http://aar0nmartin.wordpress.com/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: