music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

zahn_hatami_mcclure_veerianZAHN | HATAMI | MCCLURE – Veerian
(Eilean, 2016)*

Quale pratica più emblematica per una serie di pubblicazioni improntate alla metafora della mappa geografica di una collaborazione tra artisti distanti tra loro molte migliaia di chilometri? “Veerian” è il frutto di una triangolazione di punti del mappamondo, ma più che di una figura o di un solido geometrico si tratta di una linea tracciata dalla Germania di Uwe Zahn (Arovane) alla residenza giapponese di Darren McClure, che transita per l’Iran brulicante di sperimentazioni elettro-acustiche di Porya Hatami.

Le sette tracce che formano il lavoro costituiscono più di un semplice legame ideale tra i tre artisti, non nuovi a collaborazioni reciproche (Hatami con McClure in “In-Between Spaces” e con Zahn in “Resonance”), dalle quali appunto è nata l’idea più ambiziosa di un itinerario sonoro condiviso, una narrazione ambientale fortemente caratterizzata nel suo percorso dall’astrazione all’emozione. La linea che scorre lungo tutto il lavoro non è infatti il frutto di una sommatoria di elementi, bensì la risultante di un processo lucidamente strutturato, nel quale, pure, gli apporti dei tre artisti restano in qualche misura identificabile.

Non è tuttavia ciò che più conta nell’economia degli oltre cinquanta minuti di “Veerian”, che si aprono all’insegna di saturazioni granulose e fremiti appena accennati (la title track d’apertura e “Vhaundt”), diluiti in un’ambience nebbiosa e solo apparentemente statica, ma in realtà pennellata da un’esile trama di microsuoni (“Vooon”). Su tale substrato, al giro di boa del lavoro (“Vhandaan”) si affacciano placide armonie pianistiche, preludio di un’apertura emozionale declinata poi nei termini contemplativi di paesaggi immaginari (“Veeland”) e in quelli di una fragile tensione, scandita da suoni organici e miniature armoniche (“Velbb”, “V-Modal”).

Benché non sostanzialmente alieno rispetto ai caratteri dei percorsi individuali dei tre artisti, “Veerian” ne rappresenta una sintesi in un “tertium genus” (anzi, quartum…) non limitato a unire tre punti distanti sulla mappa, bensì tale da segnarne uno a sé, elevando la ricerca elettro-acustica dall’astrattezza a un’empatica dimensione di percezione umana.

*disco della settimana dal 2 al 9 maggio 2016

http://www.arovane.net/
http://www.poryahatami.com/
https://www.facebook.com/darren.mcclure

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