music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

daniel_w_j_mackenzie_every_time_feels_like_the_last_timeDANIEL W J MACKENZIE – Every Time Feels Like The Last Time
(Eilean, 2017)*

Dalla brumosa quiete dei giorni invernali di inizio anno, si scorgono appena i contorni di una proposta musicale che non avrebbe potuto trovare contesto temporale più adeguato: è quella del quinto album di Daniel W J Mackenzie, musicista e artista visuale inglese ormai attivo da quasi un decennio e in origine artefice del progetto ambient-drone Ekca Liena. “Every Time Feels Like The Last Time” si colloca nel solco tracciato dalle pubblicazioni di Mackenzie a proprio nome, improntate piuttosto alla creazione di paesaggi sonori dagli tratti cinematico-descrittivi e dagli spiccati contenuti emozionali.

Sono suggestioni placide e, appunto, invernali quelle che promanano dai tredici brani che formano il lavoro, definiti da ricami di note pianistiche e narcolettiche risonanze ambientali, che instillano una malinconia palpitante, legata al trascorre del tempo e alle memorie da esso veicolate.
Una materia sonora concreta, costituita dalla strumentazione acustica di pianoforte e violoncello e da field recordings raccolti in diversi luoghi del pianeta (dalla Norvegia al Sudafrica), si combina con vaporose evanescenze elettronicamente filtrate lungo l’ora scarsa di durata di “Every Time Feels Like The Last Time”, assumendo ora le sembianze di sinfonie in miniatura, ora di più brevi istantanee sonore costituite da persistenze e residue dense saturazioni.

Le atmosfere pennellate con accurato dosaggio di frequenze da parte dell’artista inglese risultano comunque sempre estremamente ovattate, creando uno spazio d’ascolto intimamente raccolto, eppure rivolto all’universalità delle sensazioni da esso suggerite. Dalle fragili filigrane pianistiche dell’iniziale “From A Forgotten Room”, che ne mettono subito in chiaro la temperie emotiva, alla coralità orchestrale di “Chorus For A Meteor”, passando per i due coinvolgenti movimenti consecutivi intitolati “Abandonment”, ma senza per questo trascurare le più torbide frequenze di “Varnes”, “Half A Day” e “Not To Free Experience”, il lavoro descrive fedelmente il precipitato del ricordo e l’unicità fuggevole di emozioni potenzialmente irripetibili.

Oltre l’“hauntologia” e il romanticismo, oltre la musica ambientale e il minimalismo neoclassico, “Every Time Feels Like The Last Time” è pura essenza emozionale tradotta in un suono caldo e accogliente, dal quale lasciarsi avvolgere e avvincere, al riparo dal sonnolento rigore invernale.

*disco della settimana dal 2 all’8 gennaio 2017

http://www.danielwjmackenzie.com/

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