music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

DANNY CLAY – Periphery
(Slaapwel, 2018)

La ricerca di Danny Clay intorno alla persistenza sonora applicata allo spazio raggiunge in “Periphery” un nuovo stadio evolutivo, orientato appunto ai margini della percezione, nella forma di una sonnolenta colonna sonora risultante dalla rielaborazione della medesima pièce. Sulla scia del lavoro dello scorso anno insieme a Stijn Hüwels, “An Unintented Space”, lo stesso artista belga ha invitato Clay a cimentarsi per la sua etichetta con tale peculiare percorso creativo, da lui interpretato in una mai così evidente chiave acustica.

È infatti un terzetto di pianoforte, violoncello e flauto a costituire la base di partenza delle narcolettiche modulazioni dell’artista statunitense, che nelle quattro versioni di “Periphery” distilla un microcosmo di toni e frammenti armonici minali, ricamati dalle risonanze ovattate del pianoforte. L’effetto distensivo è assicurato lungo i tre quarti d’ora del lavoro, che tuttavia non manca di farsi apprezzare nei dettagli delle proprie particelle sonore, sospese in atmosfere di placida contemplazione.

http://www.dclaymusic.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 2 agosto 2018 da in recensioni 2018 con tag , , , , , , , .
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